26 ottobre 2026 🌫 4°

Villa Raby e la Notte degli Archivi: documenti, testimonianze e visite guidate

Villa Raby apre il 5 giugno 2026 per Archivissima e la Notte degli Archivi: una mostra che ripercorre oltre un secolo di medicina piemontese attraverso 28.200 fascicoli, documenti sui medici ebrei durante il fascismo, ricettari, il primo codice deontologico e riflessioni sui pronto soccorso.

Villa Raby e la Notte degli Archivi: documenti, testimonianze e visite guidate

La storica sede di Villa Raby a Torino riapre le porte al pubblico venerdì 5 giugno 2026 dalle ore 18:30 alle 22:00 per aderire a Archivissima e alla Notte degli Archivi. L’evento mette in vista l’enorme patrimonio documentale dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Torino, un fondo composto da circa 28.200 fascicoli, dei quali 12.500 sono già stati schedati per il periodo 1912-1984. La mostra intende restituire alla cittadinanza testimonianze che raccontano l’evoluzione della medicina e i mutamenti sociali del Novecento.

Un patrimonio che racconta prevenzione e riforme

Tra i documenti più significativi emergono le tracce di figure di rilievo come Luigi Pagliani, iscritto numero uno all’Ordine di Torino e promotore della disciplina dell’Igiene e della Sanità pubblica. Richiamato a Roma il 22 dicembre 1888 dal primo ministro Francesco Crispi, Pagliani contribuì alla cosiddetta legge Crispi-Pagliani, che pose le basi della prevenzione moderna indicando come priorità la fornitura di acqua potabile, la realizzazione di fognature, il controllo degli alimenti e l’istituzione dell’Ufficiale sanitario nei comuni. Nella selezione in mostra trova spazio anche il primo Codice di deontologia medica, approvato a Torino nel 1912, documento chiave per comprendere l’ordinamento professionale dell’epoca.

Il lavoro di riordino e il valore storico

Il progetto di inventariazione, avviato nel 2026 grazie all’impegno delle archiviste Benedetta Gigli e Diana Cossa, ha riportato alla luce carte, lettere e taccuini che permettono di ricomporre percorsi individuali e collettivi. Il presidente dell’OMCeO, Guido Giustetto, sottolinea come questi materiali siano una risorsa per storici, sociologi e cittadini interessati a ricostruire «storie, aneddoti e testimonianze» sulla sanità piemontese e italiana.

Documenti del fascismo e le vicende dei medici ebrei

Una sezione sensibile dell’archivio riguarda gli albi professionali durante il periodo fascista, con elenchi che distinguono tra «ebrei discriminati» ed ebrei «non discriminati». I primi venivano collocati in elenchi aggiunti con gravi limitazioni operative — potevano assistere prevalentemente altri ebrei e in casi eccezionali cittadini ariani — mentre i secondi furono radiati. Dal 1943 ogni distinzione venne cancellata e la persecuzione portò all’esclusione definitiva di tutti i medici ebrei dall’Ordine.

Testimonianze e simboli

Tra i reperti che saranno esposti spicca un ricettario con la scritta «Io sono di razza ebra

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Torino adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 26 ottobre