Nel contesto di un progetto di rilievo sotterraneo, si è deciso di aggiornare la strumentazione tradizionale passando da un classico distanziometro a una versione specifica per la speleologia. L’obiettivo era quello di sfruttare le potenzialità tecnologiche attuali per ottenere misurazioni più rapide e precise all’interno delle grotte.
Dal distanziometro tradizionale al DistoX speleo
Il dispositivo introdotto, denominato DistoX, rappresenta una vera evoluzione rispetto al modello precedente. Oltre alla consueta misurazione di distanza, ora incorpora in maniera integrata le letture di azimut (direzione) e inclinazione. Questa triplice funzionalità lo rende uno strumento all-in-one, riducendo notevolmente il tempo necessario per completare un rilievo topografico in ambienti bui e complessi.
Come funziona il nuovo dispositivo in ambiente sotterraneo
Il DistoX si collega in modalità Bluetooth a uno smartphone o a un tablet portato dal speleologo. Una volta attivata la connessione, le misurazioni di distanza, azimut e inclinazione vengono inviate in tempo reale al dispositivo mobile, dove un’app dedicata le visualizza e le archivia. Questo approccio elimina la necessità di trascrivere manualmente i dati, minimizzando gli errori di trascrizione e consentendo una maggiore concentrazione sulla sicurezza del gruppo.
Trasmissione dati via Bluetooth
La tecnologia Bluetooth integrata garantisce una comunicazione stabile anche a profondità ridotte, dove le interferenze possono essere più frequenti. Il segnale, infatti, viene trasmesso a breve raggio, ma sufficiente per raggiungere lo smartphone custodito a pochi metri dal punto di misura. L’applicazione mobile offre inoltre la possibilità di visualizzare immediatamente una mappa preliminare del percorso, facilitando le decisioni operative durante l’esplorazione.
Impatto sulla pratica speleologica e prospettive future
Grazie al DistoX, le squadre speleologiche possono ora effettuare rilievi più dettagliati senza dover trasportare più strumenti. La semplificazione operativa si traduce in una riduzione dei tempi di permanenza in zona, migliorando la gestione delle risorse e la sicurezza dei partecipanti. L’autore dell’articolo, Diego Drago, ha evidenziato come questa innovazione risponda a una necessità concreta emersa durante i lavori di rilievo della grotta, pubblicando il comunicato su La Valsusa il 5 novembre.



