Il Gruppo Iren ha delineato la propria roadmap finanziaria e operativa fino al 2035, con un portafoglio di investimenti totale pari a 10,4 miliardi di euro. La strategia privilegia il rafforzamento delle infrastrutture essenziali, l’efficientamento dei servizi locali e il consolidamento della redditività attraverso attività regolate e semi-regolate.
Al centro del piano ci sono progetti che riguardano il servizio idrico, la distribuzione elettrica, la gestione dei rifiuti e il teleriscaldamento, insieme a misure di trasformazione interna per aumentare l’efficienza e preparare il gruppo al ricambio generazionale.
Risorse dedicate a reti, acqua e impianti energetici
Circa la metà dei 10,4 miliardi sarà riservata alle «infrastrutture strategiche del ciclo idrico, della distribuzione elettrica e dei termovalorizzatori». In termini pratici, il piano assegna 700 milioni di euro al teleriscaldamento, destinati all’allargamento delle reti urbane, al rinnovo degli impianti e all’aumento della capacità di accumulo termico. L’obiettivo dichiarato è far crescere i volumi serviti da 115 a 140 milioni di metri cubi.
Interventi sul servizio idrico e sulla rete elettrica
Il programma prevede interventi rilevanti sul ciclo idrico per ridurre le perdite e ammodernare le infrastrutture, così come investimenti per potenziare la distribuzione elettrica al fine di aumentare la potenza disponibile e migliorare l’affidabilità della rete. Una parte significativa dei capitali è destinata al mantenimento e al rinnovo degli asset esistenti, riducendo il rischio complessivo del portafoglio investimenti.
Rifiuti, termovalorizzatori e impatti sulla produzione energetica
Nel settore ambientale il piano prevede un ampliamento della capacità di trattamento e valorizzazione: nuovi impianti e aggiornamenti ai termovalorizzatori puntano a incrementare la produzione energetica da rifiuti. Questa linea strategica è accompagnata da ambizioni sul fronte della raccolta differenziata e sulla circolarità dei processi.
Capacità di trattamento e performance attese
Gli interventi nel comparto rifiuti mirano a consolidare la capacità produttiva e a raddoppiare, secondo le stime aziendali, l’energia generata dai termovalorizzatori entro il periodo del piano. La scelta riflette la volontà di spostare il baricentro verso attività a contenuto infrastrutturale e regolato, ridefinendo il mix di ricavi del gruppo.
Obiettivi finanziari, dividendi e struttura del debito
Sul fronte economico il piano indica una crescita del margine operativo lordo fino a circa 1,95 miliardi di euro al 2035: “Gli investimenti previsti sosterranno una crescita dell’Ebitda fino a circa 1,95 miliardi di euro al 2035“, afferma la leadership del gruppo. L’utile netto è atteso intorno ai 550 milioni, con una crescita media annua stimata del 6%.
La politica dei dividendi è confermata con aumenti programmati: un incremento dell’8% annuo fino al 2027 e del 6% annuo nel periodo 2028-2030. Il piano prevede anche un percorso di gestione del debito che porterà il rapporto IFN/EBITDA a un livello inferiore nel corso del periodo, con l’obiettivo di preservare i livelli di rating attuali: “Nel pieno rispetto delle soglie fissate per il mantenimento degli attuali livelli di rating“.
Trasformazione interna e dimensione occupazionale
La strategia non si limita agli investimenti fisici: è prevista una trasformazione organizzativa fondata su digitalizzazione, sinergie operative e uso di intelligenza artificiale per aumentare il ritorno sull’investimento. Il gruppo pianifica inoltre 2.800 nuove assunzioni per gestire il ricambio generazionale e rafforzare le competenze tecniche e manageriali necessarie a realizzare il piano.
La combinazione di interventi sugli asset, razionalizzazioni organizzative e formazione del personale è pensata per sostenere il miglioramento del ROI e garantire la continuità operativa e l’affidabilità dei servizi essenziali sul territorio.



