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Esercito: esercitazione della Taurinense per forzare corsi d’acqua

Una compagnia del 32/o reggimento genio, con un plotone del 3/o reggimento alpini della Brigata Alpina Taurinense dell'Esercito, ha completato una settimana di addestramento in alta Valle di Susa, con oltre 36 ore di attività continuative anche sotto lo zero.

Esercito: esercitazione della Taurinense per forzare corsi d’acqua

Nel contesto montano dell’alta Valle di Susa, i reparti della Brigata Alpina Taurinense dell’Esercito hanno portato a termine un ciclo addestrativo intensivo. Una compagnia di guastatori alpini del 32/o Reggimento Genio, rinforzata da un plotone di fucilieri del 3/o Reggimento Alpini, ha lavorato per una settimana concentrandosi su capacità operative fondamentali per operare in ambiente montano e acquatico.

L’addestramento ha incluso una fase iniziale dedicata al consolidamento delle tecniche di guado e all’impiego di natanti, seguita da un’esercitazione prolungata. I militari hanno operato per più di 36 ore in maniera continuativa, alternando attività diurne e notturne e affrontando condizioni climatiche impegnative, con temperature scese anche sotto lo zero.

Forzamento dei corsi d’acqua e manovre in presenza di ostilità simulate

Una parte centrale delle attività ha riguardato il forzamento di corsi d’acqua in scenari con forze ostili simulate. Queste esercitazioni hanno richiesto l’integrazione delle competenze del genio — specializzato in demolizioni e superamento di ostacoli — con le capacità di manovra e copertura della fanteria alpina. L’obiettivo pratico è stato quello di garantire la capacità di attraversare ostacoli naturali mantenendo la sicurezza del gruppo e la continuità dell’azione.

Compatibilità tra unità del genio e fanteria

Durante le fasi operative, la compagnia del 32/o reggimento genio ha fornito supporto tecnico per la costruzione di punti di passaggio e la gestione di natanti, mentre il plotone del 3/o reggimento alpini ha assicurato la protezione e l’azione offensiva contro postazioni nemiche simulate. Questo lavoro congiunto ha testato l’interoperabilità tra reparti, elemento ritenuto essenziale per operazioni complesse in ambiente montano.

Assalti, demolizioni ed esercizio prolungato sottozero

Le esercitazioni hanno compreso anche azioni di assalto contro postazioni avversarie simulate e l’impiego di esplosivi per la demolizione di mezzi e materiali. Queste attività hanno valorizzato le specificità del genio militare e la capacità della fanteria alpina di consolidare rapidamente guadagni tattici in un terreno ostile. Il periodo di oltre 36 ore continuative ha servito a verificare la tenuta psicofisica del personale e la capacità di operare in condizioni di affaticamento e visibilità ridotta.

L’esposizione a condizioni termiche rigide, con temperature scese anche sotto lo zero, ha richiesto adeguamenti nell’uso dei materiali e delle tecniche di protezione individuale, nonché una gestione attenta dei tempi di riposo e delle risorse logistiche per mantenere la prontezza operativa.

Finalità e impatto sull’addestramento della Brigata Alpina Taurinense

L’esercitazione ha avuto una duplice finalità: mantenere elevati livelli di prontezza operativa e potenziare il coordinamento tra unità del genio e unità di fanteria. Per la Brigata Alpina Taurinense la capacità di superare ostacoli naturali come corsi d’acqua è considerata strategica nelle operazioni di combattimento in ambiente montano, dove la logistica e la mobilità possono essere fortemente condizionate dalle caratteristiche del territorio.

Il ciclo di addestramento, durato una settimana e culminato con fasi operative di oltre 36 ore, ha fornito al personale l’occasione di applicare procedure tecniche e tattiche in scenari realistici, contribuendo al miglioramento continuo delle competenze specifiche del genio alpino e della fanteria della Taurinense.

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