Il 24 maggio 2026, poco prima del derby tra Torino e Juventus, un episodio di violenza ha coinvolto l’ultra bianconero Marco Basoccu, rimasto gravemente ferito da quello che sembra essere un lacrimogeno sparato da un agente della Squadra mobile. Da allora, l’agente Michele Sordillo è stato al centro di un’indagine giudiziaria che ha portato alla conclusione di una fase cautelare molto discussa.
Il tribunale di riesame di Torino ha pronunciato una decisione che segna una svolta importante: ha accolto in parte il ricorso presentato dagli avvocati Paolo Chicco e Lucetta Gai, i quali chiedevano di revocare la misura cautelare della sospensione dal servizio, fissata per un anno. L’organo giudicante ha infatti annullato la sospensione, permettendo a Sordillo di rientrare negli uffici del Reparto mobile con stipendio pieno ma ha mantenuto il divieto di operare in zona di manifestazioni o in qualsiasi contesto di ordine pubblico.
Decisione del tribunale di riesame: i dettagli della revoca
Il giudice ha ritenuto che la richiesta di revoca della sospensione fosse parzialmente fondata, consentendo al poliziotto di svolgere attività d’ufficio senza armamento. La misura dei domiciliari, invece, è rimasta respinta, così come la richiesta della procura, guidata dal sostituto procuratore Paolo Scafi, di aumentare le restrizioni. Come ha affermato l’avvocato Chicco, “Siamo comunque soddisfatti: il nostro assistito potrà riprendere a lavorare e a percepire lo stipendio completo, anche se non armato”.
Stato dell’inchiesta sul ferimento di Marco Basoccu
L’incidente del 24 maggio ha scatenato una complessa indagine coordinata dallo stesso Paolo Scafi. Sono coinvolte decine di tifosi ultras, e le autorità hanno già emesso provvedimenti cautelari contro numerosi individui. Il caso di Basoccu ha richiesto l’apertura di un incidente probatorio su diversi elementi: l’ogiva metallica del lacrimogeno, tre pietre rinvenute nella zona e il cappellino sequestrato dal ferito.
Il lavoro di perizia è stato affidato al perito balistico Luca Soldati e al medico legale Roberto Testi, che stanno confrontando le tracce di gas con le lesioni riportate dal tifoso. L’esito delle analisi – in attesa di conferma – dovrebbe stabilire se il danno alla testa di Basoccu sia compatibile con il colpo di un lacrimogeno lanciato a livello umano. La testimonianza della difesa ha inoltre richiesto ulteriori esami sulla ferita, per verificare la presenza di eventuali frammenti di proiettile.
Conseguenze per l’agente e contesto delle misure cautelari sugli ultras
Oltre al ritorno in ufficio, la decisione del tribunale implica che Sordillo non possa più partecipare a operazioni di controllo sul campo, né a manifestazioni di ordine pubblico. Il suo stipendio rimarrà intatto, ma l’assegnazione è limitata al Reparto mobile dove dovrà operare non armato. Parallelamente, la Digos continua a investigare i numerosi episodi di violenza avvenuti durante il derby, che hanno visto l’impiego di pietre, estintori e cinture di sicurezza da parte di alcuni tifosi.
Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno registrato 10 arresti in flagranza, hanno imposto 22 divieti di dimora a Torino e obblighi di firma in diverse regioni del Nord-ovest, per un totale di 52 persone accusate di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, rissa, travisamento e lancio di materiale pericoloso. A tutti gli imputati è stato comminato il Daspo con durata variabile tra i tre e i sette anni, a conferma di quella che la procura definisce un’“azione collettiva contro i pubblici ufficiali”.



