Dopo una prima metà di ottobre caratterizzata da tempo stabile e temperature miti, le previsioni indicano un cambiamento netto nella zona nord-occidentale d’Italia. Una massa d’aria umida proveniente da sud dovrebbe raggiungere il Piemonte a partire da domenica 18 ottobre, innescando una serie di fenomeni tipicamente autunnali.
Le autorità di protezione civile hanno già sollevato la massima attenzione, invitando i cittadini a tenersi informati tramite gli aggiornamenti di Arpa Piemonte e del Dipartimento della Protezione Civile. Il periodo di attività perturbata è previsto fino a mercoledì 21 ottobre, con un possibile prolungamento se le condizioni atmosferiche dovessero persistere.
Prime piogge nelle valli alpine e pedemontane
Le prime precipitazioni dovrebbero comparire tra la sera di sabato 17 ottobre e la notte di domenica 18. Gli ronti di pioggia si concentreranno sui settori alpini dal Torinese al Verbano-Cusio-Ossola, per poi estendersi verso le aree pedemontane. In Val di Susa e Val Sangone, i rovesci arriveranno nella serata di sabato, mentre domenica mattina saranno ancora intermittenti e localizzati.
Quando arriveranno i rovesci più intensi
Dal pomeriggio di domenica si prevede un peggioramento graduale: le piogge diventeranno più diffuse e, in alcuni punti, si trasformeranno in veri e propri rovesci. La loro intensità sarà favorita da correnti meridionali cariche di umidità, che resteranno nella zona per diversi giorni, favorendo la formazione di nuvole con alto contenuto d’acqua.
Rischi di accumuli e neve nei settori alpini
Gli accumuli più consistenti sono attesi sui settori prealpini settentrionali, in particolare tra il Biellese, la Valsesia e il Verbano. In queste zone, le precipitazioni potrebbero superare i 150-200 mm entro il pomeriggio di lunedì, con quote di neve sopra i 2.400 metri. La combinazione di pioggia intensa e neve a quote elevate aumenta il rischio di frane e valanghe, soprattutto nei versanti più ripidi.
Zone più esposte e avvisi della Protezione Civile
Il comparto alpino di Biellese, Sesia e Ossola, assieme all’Appennino alessandrino, è considerato il più vulnerabile. Lo scontro fra i venti di scirocco provenienti dal Mar Ligure e le correnti settentrionali può generare temporali semi-stazionari nelle valli Bormida, Lemme e Scrivia. La Protezione Civile ha raccomandato la massima cautela e la consultazione delle linee guida per la gestione dei rischi idrogeologici, soprattutto nelle aree a rischio di piene e frane.
Seconda ondata più violenta: martedì 20-mercoledì 21 ottobre
Un nuovo deterioramento è previsto tra martedì 20 e mercoledì 21 ottobre, quando una depressione proveniente dal Golfo di Biscaglia spingerà masse d’aria instabili verso l’arco alpino occidentale. L’effetto di sbarramento orografico intensificherà le piogge, portando gli accumuli totali a superare i 350-400 mm in alcuni bacini idrografici secondari.
Questa configurazione potrà determinare piene improvvise nei torrenti e nei fiumi a valle, aumentando sensibilmente il pericolo di allagamenti. Le autorità locali hanno già predisposto piani di emergenza e invitano la popolazione a monitorare costantemente le allerte emesse da Arpa Piemonte e dal Dipartimento della Protezione Civile. Chi risiede in zone a rischio di frane o di inondazioni dovrebbe considerare l’evacuazione preventiva, se indicato dalle autorità competenti.



