La Procura di Rimini ha aperto un fascicolo penale contro una marescialla dei Carabinieri in servizio a Torino. L’accusa verte su due presunti episodi di alterazione dello stato civile legati agli atti di nascita di due bambini, nati rispettivamente nel 2023 e nel 2025. Le indagini puntano a dichiarazioni false fornite all’ufficiale dello stato civile riguardo alla paternità dei neonati.
Secondo gli accertamenti preliminari, la militare era all’epoca dei fatti sposata con un collega dell’Arma, ma avrebbe avviato una relazione extraconiugale con il suo comandante di stazione, un sottufficiale. Nonostante fosse consapevole della possibilità che i due figli non fossero biologicamente del marito – ipotesi successivamente confermata da un esame di DNA – avrebbe indicato il coniuge come padre naturale, inducendolo a firmare gli atti di nascita.
Indagine della Procura di Rimini e accuse formali
L’inchiesta è stata affidata al pm Davide Ercolani che ha disposto le misure investigative necessarie. La donna è l’unica indagata e risponde alle imputazioni riportate negli articoli 48, 81 e 567, secondo comma del codice penale, tutti riferiti alla falsificazione di atti pubblici mediante dichiarazioni non veritiere al pubblico ufficiale incaricato di redigere gli atti di nascita.
Fatti contestati: dichiarazioni di paternità false
Le autorità sostengono che la marescialla, pur sapendo dell’esito dell’analisi genetica, ha deliberatamente attribuito al marito la paternità biologica dei due bambini. Le dichiarazioni sono state rese in occasione delle nascite del 2023 e del 2025 e hanno prodotto gli atti di stato civile ufficiali, che ora vengono contestati per la loro falsità. L’accusa ritiene che tale condotta possa configurare il reato di alterazione dello stato civile punito severamente dalla legge.
Operazioni di perquisizione a Torino
Nel periodo compreso tra fine settembre e inizio ottobre 2026, il nucleo investigativo di Torino condotto dal tenente colonnello Andrea Romanelli ha effettuato perquisizioni presso gli alloggi di servizio e le caserme dove sono di stanza la marescialla e il suo ex comandante. Durante le operazioni sono stati sequestrati computer, tablet e telefoni cellulari, con l’obiettivo di raccogliere prove elettroniche.
Analisi forense dei dispositivi sequestrati
Su tutti i dispositivi prelevati verranno eseguiti accertamenti tecnico-forensi mirati a ricostruire le comunicazioni tra le parti coinvolte, la tempistica delle conversazioni e gli eventuali scambi che possano dimostrare la consapevolezza della donna riguardo alla reale paternità biologica dei figli. Gli specialisti analizzeranno messaggi, email e file per identificare eventuali istruzioni o richieste di falsificazione.
Procedimento penale e ruolo della difesa
La marescialla è assistita dall’avvocato Maurizio Bortolotto del foro di Torino, che ha sottolineato la necessità di verificare la completezza delle prove raccolte prima di qualsiasi decisione giudiziaria. Il pm Ercolani ha indicato che il fascicolo seguirà la normale iterazione penale, con possibilità di archiviazione o di rinvio a giudizio a seconda degli esiti delle perquisizioni e dell’analisi forense.
Nel frattempo, la notizia ha suscitato l’interesse dell’opinione pubblica, evidenziando come le questioni familiari possano sfociare in procedimenti penali quando si interviene con dichiarazioni false nei registri ufficiali. L’esito definitivo dell’inchiesta dipenderà dalle prove tecniche raccolte e dalla valutazione giudiziaria sui reati di falsificazione e alterazione dello stato civile.



