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Escursionista morso da vipera nello zaino, dimesso dopo cinque giorni

Un escursionista cinquantenne salva la vita grazie a un pronto intervento contro il veleno di una vipera nascosta nello zaino.

Escursionista morso da vipera nello zaino, dimesso dopo cinque giorni

Durante un’escursione nella zona ovest di Torino, un uomo di 50 anni ha subito una puntura di vipera senza rendersene conto. L’animale, approfittando della copertura offerta dallo zaino, si è infilato all’interno del bagaglio e ha colpito il viaggiatore al collo, una zona particolarmente delicata per la vicinanza alle vie aeree.

Il morso ha generato una grave compromissione respiratoria, costringendo il paziente a richiedere l’intervento di emergenza. Venerdì scorso, dopo una permanenza di cinque giorni in osservazione, l’uomo è tornato a casa in buone condizioni, confermando l’efficacia dell’approccio tempestivo dell’Ospedale di Rivoli.

Intervento di emergenza al Pronto Soccorso di Rivoli

Giunto in elisoccorso nella mattina di domenica 20 settembre, il cinquantenne è stato immediatamente indirizzato alla sezione DEA del Pronto Soccorso. Le dottoresse Cecilia Quaranta e Carola Girardi entrambe anestesisti-rianimatori, hanno provveduto d’urgenza a intubare il paziente per garantire una via aerea libera e a somministrare il siero antivipera farmaco riservato esclusivamente a strutture ospedaliere.

«Nelle ore successive all’intubazione, il quadro clinico ha mostrato un’evoluzione decisamente positiva», ha dichiarato il direttore della Rianimazione, Prof. Michele Grio. Grazie alla stabilizzazione, è stato possibile procedere all’estubazione, confermando una normale autonomia respiratoria e un’integrità neurologica completa.

Monitoraggio intensivo e dimissione

Il paziente è stato trasferito in Rianimazione, dove è rimasto sotto osservazione continua per evitare possibili complicazioni tardive. Durante il periodo di degenza, il personale ha mantenuto informata la moglie riguardo all’andamento clinico e alle decisioni terapeutiche. Venerdì scorso, l’uomo ha ricevuto l’autorizzazione a lasciare l’ospedale, dimostrando una ripresa completa e senza segni di danno permanente.

Le autorità sanitarie hanno colto l’occasione per ricordare alcune semplici precauzioni volte a ridurre il contatto con le vipere durante le passeggiate in montagna. È consigliabile osservare attentamente il terreno prima di sedersi o sdraiarsi, evitando muretti a secco, anfratti rocciosi e cespugli alti. L’uso di bastoncini da trekking produce vibrazioni percepite dai rettili, contribuendo a allontanarli.

Nel caso di morso, è fondamentale mantenere la calma e contattare immediatamente il numero di emergenza 112. Non si devono praticare incisioni, succhiare il veleno né applicare lacci emostatici. È importante limitare i movimenti per non accelerare la diffusione del veleno, rimuovere eventuali oggetti stretti (anelli, orologi) e pulire la ferita con acqua, evitando l’uso di alcool.

Il ruolo del siero antivipera

Il siero antivipera rappresenta l’unica terapia efficace contro il veleno di questi serpenti; tuttavia, esso è classificato come farmaco a uso esclusivamente ospedaliero. Per questo motivo, la rapidità nel ricorrere ai soccorsi sanitari è cruciale: ogni minuto di ritardo può compromettere l’efficacia del trattamento.

Il direttore generale dell’ASLGiovanni La Valle ha sottolineato: «Ancora una volta, grazie alla tempestività e all’appropriatezza dei soccorsi, una vicenda potenzialmente letale è stata gestita con competenza e professionalità, confermando l’Ospedale di Rivoli come punto di riferimento per le emergenze nell’area Ovest di Torino».

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