Il Palio di Asti 2026 ha visto un trionfo inaspettato: il Rione San Martino-San Rocco ha conquistato il Drappo dopo un’attesa di 14 anni, grazie alla straordinaria prestazione del fantino Dino Pes noto come Velluto in sella a Excalibur.
La competizione, svolta in un clima di grande entusiasmo nella piazza astigiana, ha ribaltato i pronostici della vigilia, che vedevano favoriti i rioni Tanaro e San Pietro. La vittoria è arrivata al termine di una gara combattuta, dove gli ultimi metri sono stati decisivi.
La gara che ha cambiato tutto
La corsa è stata caratterizzata da un finale ad alta tensione con un contatto tra i fantini dei rioni Tanaro e San Lazzaro che ha rallentato entrambe le contrade. In quel momento cruciale, Velluto ha saputo approfittare della situazione, prendendo il comando e tagliando per primo il traguardo.
Il fantino sardo, nato a Silanus nel 1980 e già vincitore del Palio di Siena ha commentato la sua vittoria con queste parole: “Ci credevo, sono felicissimo, questo rione si meritava questo trionfo”.
Una vittoria attesa da 14 anni
Per il Rione San Martino-San Rocco questa vittoria rappresenta un traguardo storico. L’ultima volta che il rione aveva conquistato il Drappo risale infatti al 2012. La gioia dei tifosi è stata incontenibile, con festeggiamenti che hanno animato le strade di Asti.
La gara ha visto anche la partecipazione di altri fantini di spicco, come Federico Arri di Tanaro e Giuseppe Zedde di San Lazzaro che hanno dominato la corsa per gran parte del percorso. Tuttavia, è stato proprio il momento di distrazione tra i due a permettere a Velluto di prendere il comando e conquistare la vittoria.
Il ruolo decisivo di Excalibur
Un ruolo fondamentale nella vittoria è stato giocato da Excalibur il cavallo di Velluto. La sua prestazione impeccabile ha permesso al fantino di sfruttare al meglio il momento di confusione tra i rivali e di portare a casa il Drappo per il suo rione.
La vittoria di Velluto e Excalibur ha segnato un momento indimenticabile per il Rione San Martino-San Rocco che può finalmente festeggiare dopo anni di attesa. La gara ha dimostrato ancora una volta come il Palio di Asti sia una competizione imprevedibile, dove ogni dettaglio può fare la differenza.



