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Riorganizzazione degli scali italiani: le strategie di F2i e Mundys

Gli aeroporti italiani vivono una fase di grande trasformazione con la sfida tra F2i e Mundys per il controllo di alcuni scali strategici

Riorganizzazione degli scali italiani: le strategie di F2i e Mundys

Il settore aeroportuale italiano è in piena evoluzione, con una serie di operazioni di riorganizzazione che stanno ridefinendo gli equilibri tra pubblico e privato. In gioco ci sono scali di fondamentale importanza per il traffico aereo nazionale, con un fatturato complessivo che supera i 3 miliardi di euro e un utile netto di circa 450 milioni.

La partita più calda riguarda l’asse tra Milano e Torino, dove Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa, sta valutando l’inglobamento di Sagat, l’ente che controlla lo scalo di Torino Caselle. Questa operazione potrebbe creare un colosso del trasporto aereo nel Nord Italia, con implicazioni significative per l’intero settore.

L’asse industriale del Nord-Est

Sea, con il Comune di Milano come azionista di maggioranza e F2i come socio di rilievo, sta valutando l’acquisizione di Sagat, interamente controllata dal fondo infrastrutturale. L’operazione, proposta da F2i, prevede un aumento del peso del fondo nel consiglio di amministrazione, passando da 2 a 4 membri. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha approvato l’operazione, nonostante qualche malumore per la diluizione del peso del pubblico.

Sagat ha chiuso il 2026 con un utile netto di 6,8 milioni, grazie anche alla vendita della partecipazione nella società che gestisce l’aeroporto di Bologna. Tuttavia, l’utile aggiustato si attesta a 2,8 milioni, un valore significativamente inferiore rispetto ai quasi 191 milioni di Sea.

Le strategie di F2i e Mundys

F2i punta a ottenere maggiore autonomia nella gestione degli scali di Linate e Malpensa. Dal 1999 al 2026, Sea ha distribuito ai suoi soci poco meno di 1,76 miliardi di euro in dividendi ordinari e straordinari. Solo nell’ultimo esercizio, i dividendi ordinari sono stati di 197,8 milioni, più altri 22,2 milioni straordinari.

Mentre F2i guarda con interesse agli scali del Sud Italia, Mundys, che controlla Aeroporti di Roma, è in pole position per la privatizzazione di Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Tra i candidati alla fase finale ci sono anche Save, che gestisce gli scali di Venezia, Treviso, Verona, Brescia e Bruxelles Charleroi, e 2i Aeroporti.

Il fronte siciliano

La privatizzazione di Sac rappresenta una delle partite più importanti in corso. Il vero nodo è il divario tra il prezzo auspicato dai proprietari e quello ritenuto accettabile dagli investitori. Mundys è vista in vantaggio, ma la partita è ancora aperta. Se Mundys dovesse aggiudicarsi Catania, F2i potrebbe puntare su Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo.

Il fronte pugliese

Non mancano le ipotesi di convergenza tra Aeroporti di Roma/Mundys e Aeroporti di Puglia, che gestisce gli scali di Bari, Brindisi e Foggia. Tuttavia, Mundys sembra più orientata verso operazioni all’estero, su scali con almeno 15 milioni di passeggeri annuali e dove può avere il controllo operativo.

Prospettive future

Il 2026 si preannuncia come un anno record per il traffico aeroportuale italiano, con una previsione di 237 milioni di passeggeri tra partenze e arrivi. Questa crescita rappresenta una sfida per le società di gestione, che devono garantire efficienza e qualità dei servizi in un contesto di continua evoluzione.

La riorganizzazione degli scali italiani non riguarda solo gli aspetti economici, ma anche le sinergie infrastrutturali e la capacità di espansione del mercato. Il Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035 evidenzia le potenziali sinergie per lo sviluppo del settore, con un focus su collegamenti ferroviari, adeguamento di strutture obsolete e ottimizzazione dei flussi di passeggeri.

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