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Incendi boschivi in Piemonte: 129 roghi e 20 denunce in due mesi

L'estate 2026 in Piemonte è caratterizzata da un numero record di incendi boschivi, con 129 roghi e 20 denunce in due mesi. Scopri le cause e le misure adottate.

Incendi boschivi in Piemonte: 129 roghi e 20 denunce in due mesi

L’estate 2026 sta scrivendo una pagina nera per il Piemonte, con un numero record di incendi boschivi che ha messo a dura prova le forze dell’ordine e le aree naturali. Le alte temperature e la prolungata siccità hanno creato le condizioni perfette per la proliferazione dei roghi, trasformando il territorio regionale in una vera e propria polveriera.

Fino a pochi anni fa, gli incendi estivi nelle aree alpine erano eventi rari, quasi eccezionali. Oggi, invece, i cambiamenti climatici stanno ridisegnando lo scenario, rendendo questi fenomeni sempre più frequenti e devastanti. I Carabinieri Forestali sono in prima linea per contrastare questa emergenza, con un’imponente operazione di prevenzione e vigilanza che ha visto oltre 600 interventi in soli due mesi.

L’aumento preoccupante dei roghi

Dal 1° giugno a oggi, i Carabinieri Forestali sono intervenuti su 129 incendi, un numero quasi quadruplo rispetto allo stesso periodo del 2026, quando gli eventi erano stati solo 35. Le particolari condizioni meteorologiche hanno favorito anche un aumento degli incendi da fulmine, passati da 2 nel 2026 a 18 quest’anno. Tra i roghi più gravi, quattro hanno avuto proprio questa origine: quello di Premosello Chiovenda nel Verbano-Cusio-Ossola del 1° luglio, quello di Valprato Soana nel Parco Nazionale del Gran Paradiso del 22 luglio, l’incendio del Monte Barone nel Biellese del 3 agosto e quello di Mornese nell’Alessandrino del 5 agosto.

Le responsabilità e le sanzioni

L’attività di controllo dei Carabinieri Forestali ha portato alla denuncia di 20 persone per il reato di incendio boschivo e alla contestazione di 32 violazioni amministrative per accensioni vietate, con un importo complessivo di 91.450 euro. Il reato di incendio boschivo è particolarmente grave e prevede la reclusione da 6 a 10 anni nei casi dolosi e da 2 a 5 anni per quelli colposi. Anche le accensioni pericolose o effettuate in prossimità di aree boscate durante il periodo di grave pericolosità possono comportare una sanzione amministrativa da 5.000 a 50.000 euro.

Le misure di prevenzione e i vincoli post-incendio

Al termine della stagione, i Carabinieri Forestali procederanno alla perimetrazione delle aree interessate dagli incendi, consentendo ai Comuni di aggiornare il catasto degli incendi boschivi. Sui terreni percorsi dal fuoco scattano specifici vincoli: per 15 anni è vietato il cambio di destinazione d’uso, per 10 anni l’edificazione, il pascolo e la caccia e per 5 anni il rimboschimento. Questi provvedimenti mirano a proteggere le aree colpite e a prevenire futuri incendi.

L’emergenza, però, non è ancora conclusa. Le condizioni di pericolo restano elevate e l’invito è alla massima prudenza: nessuna accensione nelle aree boscate o nelle loro immediate vicinanze. Anche un gesto apparentemente innocuo può trasformarsi in un incendio devastante, mettendo a rischio vaste aree naturali, l’ambiente e la sicurezza delle persone.

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