La crisi finanziaria di ICI, l’impresa incaricata dei lavori civili tra Collegno e Cascine Vica, sta mettendo a dura prova il completamento del prolungamento della linea 1 della metropolitana di Torino. Con il rigetto della richiesta di concordato da parte del Tribunale di Roma, la situazione si è ulteriormente complicata, richiedendo interventi straordinari per garantire la continuità dei lavori.
Il cantiere, nonostante lo stop, è in una fase avanzata. Il primo lotto è completato per circa l’85%, il secondo ha superato il 71%, mentre il deposito dei treni e l’ampliamento dell’officina hanno raggiunto rispettivamente l’85,5% e quasi il 70%. Tuttavia, la necessità di reperire ulteriori risorse finanziarie e di avviare una nuova gara d’appalto sta creando preoccupazione tra i cittadini e gli operatori economici.
Le misure straordinarie adottate da InfraTo e il Comune
Di fronte ai primi segnali di difficoltà di ICI, la Città di Torino e InfraTo hanno adottato ogni misura consentita dalla normativa per evitare l’interruzione dei lavori. Tra le azioni intraprese, il pagamento diretto di subappaltatori e fornitori, gli interventi sostitutivi per garantire salari e contributi dei lavoratori, e gli affidamenti mirati per consentire la prosecuzione delle lavorazioni indispensabili.
Queste misure hanno permesso di mantenere attivi i cantieri, limitare i ritardi e salvaguardare un’opera ormai largamente realizzata. Tuttavia, l’assessora alla Mobilità, Chiara Foglietta, ha sottolineato che il costo di questa vicenda non può gravare esclusivamente sui bilanci degli enti locali. È necessario un intervento straordinario del Governo per finanziare i maggiori costi derivanti dal fallimento dell’appaltatore.
Il dibattito in Consiglio comunale e le richieste delle opposizioni
Durante il dibattito in Sala Rossa, il capogruppo del Pd, Claudio Cerrato, ha richiesto un commissario straordinario e 130 milioni di euro per portare a termine il prolungamento della linea 1. Di questi, circa 30 milioni di euro sono necessari per finanziare la nuova gara d’appalto, mentre altri 100 milioni sono destinati all’acquisto dei nuovi treni.
Le opposizioni hanno espresso preoccupazione per i ritardi e i disagi causati dai cantieri di superficie lungo corso Francia. Fabrizio Ricca, del centrodestra, ha definito ‘fuori discussione’ la necessità di reperire rapidamente le risorse necessarie. Anche i consiglieri Giuseppe Catizone (Lega), Enzo Liardo e Federica Scanderebech hanno chiesto tempi certi e un confronto con i vertici di InfraTo.
Le critiche alla gestione del progetto
Andrea Russi e Sara Diena, della maggioranza, hanno accusato il Governo di privilegiare grandi opere come la Tav a discapito di infrastrutture considerate strategiche per il trasporto pubblico torinese. Hanno richiesto un’assunzione di responsabilità chiara e tempestiva da parte del Governo per garantire la continuità dell’opera e la tutela delle risorse pubbliche già investite.
L’assessora Foglietta ha ricordato che il Comune ha candidato al Ministero delle Infrastrutture progetti per oltre 300 milioni di euro, tra cui il completamento del prolungamento della linea 1 e l’acquisto dei nuovi convogli. È attesa nei prossimi giorni la riunione del consiglio di amministrazione di InfraTo, chiamata a definire i prossimi passaggi per il futuro del cantiere.
Le prospettive future e le sfide da affrontare
La situazione societaria di ICI e il rigetto della domanda di accesso alla proposta di concordato da parte del Tribunale di Roma rendono inevitabile l’avvio delle procedure necessarie per affidare il completamento dei lavori. InfraTo sta monitorando con grande attenzione tutta l’evoluzione della situazione legata alla vicenda ICI.
Il presidente e amministratore delegato di InfraTo, Bernardino Chiaia, ha convocato per venerdì 10 luglio un CdA straordinario per deliberare le azioni da intraprendere da parte della Stazione Appaltante per consentire il completamento dell’opera. In caso di risoluzione, si dovrà procedere con una nuova gara, con tempi e costi che dovranno essere definiti sulla base della riprogettazione delle opere da ultimare.
Nel frattempo, InfraTo valuterà anche la possibilità di procedere con affidamenti per il completamento di alcune parti d’opera strettamente necessarie per consentire agli altri appaltatori impegnati nel cantiere di proseguire le loro attività. Inoltre, verrà considerata la riduzione dei cantieri di superficie, al fine di limitare il disagio alla cittadinanza, con la parziale risistemazione delle aree interessate dai lavori.



