Nella notte tra il 4 e il 5 luglio 2026, a Ivrea, si è consumato un dramma domestico che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche. Un uomo di 47 anni, originario della Moldavia, ha tentato di dare fuoco alla sua compagna di 53 anni, cospargendola di gasolio durante una violenta lite. Solo l’intervento tempestivo di un amico ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.
La dinamica dei fatti: un gesto estremo interrotto in tempo
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri tutto è iniziato poco dopo le 2 di notte nell’appartamento di San Bernardino, frazione di Ivrea, dove l’uomo viveva con la compagna e un amico di 56 anni. L’aggressore, in stato di forte alterazione psicofisica dovuta all’abuso di alcol, ha sorpreso l’amico uscire dalla camera da letto dove si trovava la compagna. Questo ha scatenato in lui il sospetto di un tradimento.
In preda alla rabbia, l’uomo ha aggredito la donna, gettandole addosso del gasolio e tentando di appiccare il fuoco ai suoi vestiti. Fortunatamente, l’amico presente in casa si è frapposto tra i due, riuscendo a bloccare l’aggressore e a strappargli l’accendino di mano. La vittima, sotto shock, è riuscita a chiamare il 112 e un parente che abita vicino.
L’intervento delle forze dell’ordine
Nel giro di pochi minuti, sono arrivate le pattuglie dei carabinieri delle stazioni di Azeglio e Borgomasino, che hanno immobilizzato l’uomo e lo hanno arrestato con l’accusa di tentato omicidio. L’aggressore, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a spaccio di stupefacenti e reati contro il patrimonio è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Ivrea, in attesa di essere interrogato dal magistrato.
Un episodio simile a Cavarzere: il coraggio di un minorenne
Questo drammatico episodio ricorda un altro caso avvenuto a gennaio 2026 a Cavarzere, in provincia di Venezia. Anche lì, un uomo di 43 anni aveva cosparso di benzina la moglie dopo averla minacciata di morte e aggredita fisicamente. In quel caso, è stato il figlio quindicenne della coppia a evitare la tragedia, nascondendo l’accendino prima che il padre potesse azionarlo. Anche in quel caso, l’aggressore è stato arrestato e finito in carcere con l’accusa di tentato omicidio.
Questi episodi mettono in luce la gravità delle liti domestiche e l’importanza di interventi tempestivi per evitare conseguenze irreparabili. Le forze dell’ordine e le istituzioni continuano a lavorare per prevenire e contrastare tali situazioni, promuovendo campagne di sensibilizzazione e supporto alle vittime.



