Negli ultimi giorni, due cittadini del comasco hanno sventato tentativi di truffa telefonica da parte di malviventi che si spacciavano per carabinieri. Gli episodi, avvenuti ad Albavilla e Colverde mettono in luce tecniche sempre più sofisticate utilizzate dai truffatori per ingannare le vittime. Ecco come sono andate le cose e come difendersi.
Il tentativo di truffa ad Albavilla
Un uomo di Albavilla ha ricevuto una telefonata da un presunto maggiore dei carabinieri della caserma di Como. Il truffatore sosteneva di dover convocare urgentemente l’uomo per alcune indagini che lo coinvolgevano. Fin dalle prime battute, però, qualcosa non quadrava. L’interlocutore rispondeva in maniera vaga e contraddittoria alle richieste di spiegazioni più dettagliate.
Il cittadino ha insistito chiedendo ll’oggetto dell’indagine, ma il presunto carabiniere ha continuato a sottrarsi. Alla fine, il truffatore ha perso la pazienza e ha interrotto bruscamente la conversazione con una frase volgare. L’albavillese ha poi contattato la stazione dei carabinieri indicata dal chiamante, scoprendo che nessun maggiore con il nome fornito risultava in servizio.
La truffa sventata a Colverde
Un episodio simile è avvenuto a Colverde dove una donna ha ricevuto una telefonata sul telefono fisso. Dall’altra parte della cornetta, un uomo con una voce poco chiara si è presentato come un carabiniere. La residente, insospettita, ha chiesto di sapere prima con chi stava parlando e solo dopo aver insistito più volte il truffatore si è presentato come un carabiniere.
La donna ha subito pensato alla truffa del finto incidente con la richiesta di contanti per aiutare un familiare coinvolto in un’emergenza inesistente. Ha quindi minacciato di chiamare la Questura per verificare la sua identità e il truffatore ha riattaccato. La residente ha tenuto a sottolineare l’importanza di prestare la massima attenzione e di non fornire dati personali.
La truffa della targa clonata: come difendersi
Un’altra tecnica utilizzata dai truffatori è quella della targa clonata. La truffa inizia con una telefonata da parte di un falso appartenente alle forze dell’ordine, che informa la vittima che la sua auto è coinvolta in una rapina perché la targa è stata clonata. I truffatori cercano di disorientare la vittima con un fiume di parole, spesso anziani che vivono soli.
Dopo la telefonata, un complice si presenta a casa della vittima fingendosi un carabiniere e chiede di visionare i gioielli per accertare che non coincidano con quelli rubati. Mentre la vittima viene allontanata per pochi secondi, il finto agente si impossessa dei gioielli e scappa. Per difendersi da questa truffa, è importante ricordare che le forze dell’ordine non chiedono mai denaro per assistere i cittadini e non possono compiere una perquisizione in casa senza un mandato.
In caso di sospetti, è opportuno avvertire subito le forze dell’ordine chiamando il 112 e avvisare un parente o un vicino di casa. Se si presentano dei carabinieri a casa o si riceve una chiamata da presunti agenti, è meglio chiamare il commissariato della propria città tramite i numeri ufficiali per accertarsi che gli agenti siano reali.



