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Il ruolo chiave di Torino nel mercato illegale di sigarette e e-cig

Torino si rivela un centro strategico per il contrabbando di tabacco e sigarette elettroniche. Scoperte cinque fabbriche clandestine e due depositi con tonnellate di merce illegale.

Il ruolo chiave di Torino nel mercato illegale di sigarette e e-cig

Torino si scopre essere un nodo cruciale nel mercato illegale del tabacco e delle sigarette elettroniche. Una scoperta che ha dell’incredibile, emersa durante l’incontro M.A.C.I.S.T.E.Monitoraggio Agromafie Contrasto Illecito Settori Tabacchi ed E-Cig – tenutosi oggi presso il Mercato di Corso Torino.

Torino, porta del contrabbando verso la Francia

L’operazione Chain smoking ha portato alla luce una rete strutturata di contrabbando nella città e nel suo hinterland. Sono stati individuati cinque opifici occulti dedicati alla produzione illegale di sigarette e due depositi per lo stoccaggio del materiale illecito. La capacità produttiva di queste strutture è impressionante: oltre 230 tonnellate di tabacco lavorato di provenienza extra UE e circa 22 tonnellate di sigarettemolte già confezionate in pacchetti contraffatti.

I luoghi del contrabbando

I depositi sequestrati erano situati in vari punti del territorio torinese: nei quartieri Madonna di CampagnaBarca e Rebaudengoe nei comuni di AviglianaCaselle Torinese e Venaria Reale. Una mappa che racconta una presenza diffusa e ben organizzata, capace di sfruttare spazi periferici e connessioni logistiche per muovere quantità rilevanti di prodotto illegale.

Il progetto M.A.C.I.S.T.E. e la lotta al contrabbando

Il progetto M.A.C.I.S.T.E.coordinato dalla Fondazione Osservatorio Agromafiesi propone di contrastare il fenomeno del contrabbando di tabacco e prodotti finiti. Un’attività illecita tra le più diffuse e lucrative nel panorama criminale italiano ed europeo. Filippo Dispenzacoordinatore del progetto, ha spiegato che il contrabbando rappresenta una minaccia significativa per l’economia legale e la sicurezza sociale.

Durante l’incontro è stata presentata anche la ricerca Il fumo nell’ombra: viaggio nel contrabbando e nell’illegalità dei prodotti del tabacco in Europa e in Italia. Lo studio rivela che la nuova frontiera dell’illegalità non riguarda solo le sigarette tradizionali, ma anche le e-cig e gli stick di tabacco riscaldato. Inoltre, il mercato illegale si è spostato online, rendendo più difficile intercettare le reti di vendita.

I numeri del contrabbando

In Italia, i fumatori sono 12,4 milionipari al 25,4% della popolazione sopra i 16 anni. Un numero in lieve aumento (+1%), nonostante gli aumenti dei prezzi e le campagne contro il fumo. Questo dimostra che il bacino di domanda rimane ampio, offrendo margini elevati alle organizzazioni criminali.

La difesa della filiera legale

Gennarino Masiellovicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unitab Europaha sottolineato che contrastare l’illegalità nel settore del tabacco significa difendere un patrimonio economico, sociale e produttivo strategico per il Paese. Il contrabbando sottrae risorse all’erario, alimenta circuiti criminali e colpisce una filiera agricola che rappresenta un presidio economico e occupazionale in molte aree rurali italiane.

Masiello ha anche evidenziato il valore dell’accordo di filiera tra Coldiretti e Philip Morris Italiaun modello basato su trasparenza, tracciabilità e programmazione pluriennale. Questo sistema valorizza la produzione italiana di qualità, favorisce la sostenibilità ambientale e sociale, garantisce un’equa remunerazione ai produttori e sostiene investimenti e innovazione.

La Guardia di Finanza ha portato al confronto il quadro delle attività di contrasto sviluppate sul territorio, evidenziando l’inedita centralità del Torinese e del Piemonte nella produzione e nello smistamento delle sigarette di contrabbando. Un elemento che conferma come le organizzazioni criminali siano in grado di scegliere aree funzionali alla logistica e alla vicinanza con i mercati di destinazione.

All’incontro hanno partecipato, oltre a Masiello e Dispenza, Bruno Mecca Cicipresidente di Coldiretti torinoStefano Libertigiornalista e ricercatore della Fondazione Osservatorio Agromafie, Piergiorgio Marinimanager di Philip Morris Italiail procuratore Carlo Nocerino e il generale di brigata Alessandro Langellacomandante del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Torino.

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