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Sospesa la sentenza a Torino: la testimonianza sarà riesaminata il 9 luglio

Il tribunale di Torino ha rinviato la sentenza dopo che la difesa ha evidenziato discrepanze nel racconto di una testimone: convocata per il 9 luglio, dovrà spiegare le incongruenze rilevate dall'avvocato difensore.

Sospesa la sentenza a Torino: la testimonianza sarà riesaminata il 9 luglio

La lettura del verdetto in un processo per violenza sessuale si è interrotta l’11 giugno al tribunale di Torino dopo che sono emersi dubbi sulla credibilità di una testimone considerata fino a quel momento decisiva. L’udienza riguardava il titolare di un bar accusato da una giovane donna di abusi avvenuti tra 2026 e 2026e la svolta processuale ha portato a una nuova convocazione in aula.

Richiesta di pena e contestazioni difensive

La sostituta procuratrice Antonella Barbera ha richiesto per l’imputato la pena di due anni e sei mesi di reclusione. Prima di emettere la sentenza, però, l’avvocato difensore Federico Schettini ha evidenziato presunte discrepanze nelle dichiarazioni di una vicina di casa della presunta vittima, ottenendo che la testimone torni a deporre il 9 luglio per chiarire i punti contestati. Questa decisione ha sospeso l’esito immediato del processo, aprendo una fase istruttoria sugli elementi di prova già emersi.

Le accuse della presunta vittima e la posizione dell’imputato

Secondo l’imputazione, la donna trentenne, che aveva lavorato in nero nel locale, avrebbe subito molestie e contatti fisici non consensuali: «Il titolare si strofinava su di me, mi toccava il sedere e provava a toccarmi il seno», è la ricostruzione della parte offesa. La denuncia è arrivata otto mesi dopo la fine del rapporto lavorativo. La giovane si è poi costituita parte civile per ottenere un risarcimento. In fase istruttoria sono state raccolte anche dichiarazioni su offerte di maggiorazione di stipendio in cambio di favori sessuali e una frase attribuita all’imputato: «Potrei essere tuo padre, ma ti farei tutto quello che tuo padre non ti avrebbe mai fatto».

L’imputato nega ogni addebito: tra le difese raccolte in aula c’è anche quella di uno storico cliente che ha dichiarato «Io non ho mai visto alcuna molestia». Queste dichiarazioni costituiscono il nucleo del conflitto probatorio in tribunale, che ora dovrà valutare la coerenza e l’attendibilità delle prove testimoniali.

Le incongruenze nella deposizione della testimone

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