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CNA Piemonte difende il Gianduiotto IGP contro il ricorso di Lindt & Sprüngli

Il Gianduiotto non è solo un dolce, ma un simbolo della tradizione artigiana piemontese. Scopri perché CNA Piemonte lotta per la sua tutela IGP

CNA Piemonte difende il Gianduiotto IGP contro il ricorso di Lindt & Sprüngli

Il Gianduiotto, quel piccolo cioccolatino a forma di cuore che ha conquistato il mondo, è al centro di una battaglia che va ben oltre il semplice riconoscimento di un marchio. La CNA Piemonteattraverso le voci del suo Presidente Giovanni Genovesio e del Segretario Regionale Delio Zanzotterasta difendendo con fervore il diritto del Piemonte a vedere tutelata una delle sue eccellenze più rappresentative.

La questione è nata dal ricorso presentato da Lindt & Sprüngli contro il percorso di riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) del Gianduiotto. Un contenzioso che, secondo CNA Piemonte, tocca temi profondi come il diritto dei territori a vedere riconosciuta e valorizzata la propria storia produttiva.

Il Gianduiotto: un simbolo di storia e tradizione

Il Gianduiotto non è semplicemente un prodotto dolciario. È un’icona della cultura artigiana piemontese, frutto di competenze, tradizioni e innovazione che hanno contribuito a costruire l’identità del Piemonte. Le Indicazioni Geografiche esistono proprio per proteggere questo legame tra un prodotto e il territorio che lo ha generato, salvaguardando il patrimonio di conoscenze e professionalità che ne costituisce l’essenza.

“Il Gianduiotto non appartiene a una singola azienda, ma alla storia del Piemonte”, afferma Giovanni Genovesio. “Nessuno mette in discussione il ruolo delle grandi imprese nella diffusione di questo prodotto. Tuttavia, il suo valore nasce molto prima e va oltre qualsiasi singolo marchio. È il frutto del lavoro di generazioni di artigiani e maestri cioccolatieri che hanno costruito una tradizione riconosciuta in tutto il mondo.”

Le Indicazioni Geografiche, spiega Genovesio, non servono a creare monopoli, ma a riconoscere e tutelare il patrimonio collettivo di un territorio. Difendere il Gianduiotto IGP significa difendere la storia, il lavoro e l’identità produttiva del Piemonte.

La forza di un prodotto va oltre gli ingredienti

Nel dibattito emerso in questi mesi, è fondamentale evitare semplificazioni che rischiano di snaturare il significato delle Indicazioni Geografiche. Nessuna eccellenza agroalimentare europea può essere definita esclusivamente dall’origine di ogni singolo ingrediente. Se così fosse, gran parte delle produzioni che rappresentano il Made in Italy e le tradizioni alimentari europee non potrebbero esistere.

Il cacao del Gianduiotto non cresce in Piemonte, così come il caffè non cresce in Italia. Ciò che rende unico un prodotto non è la provenienza geografica di ogni sua componente, ma il luogo in cui una comunità produttiva ha sviluppato nel tempo una ricetta, una lavorazione e un sapere tecnico riconosciuti dai consumatori.

La forza del Gianduiotto risiede proprio in questo: nell’essere diventato un simbolo del Piemonte grazie all’incontro tra l’arte dei maestri cioccolatieri e una delle eccellenze agricole più rappresentative del territorio, la nocciola piemontese.

Un principio che va oltre il singolo prodotto

“La questione del Gianduiotto riguarda un principio che va oltre il singolo prodotto”, aggiunge Delio Zanzottera. “Dobbiamo decidere se il valore di una specialità storica risiede esclusivamente nella forza commerciale di chi la produce oggi oppure nella storia collettiva che l’ha resa possibile.”

Per CNA Piemonte, la risposta è chiara. Le Indicazioni Geografiche servono a tutelare le comunità produttive, gli artigiani, il lavoro e i territori. Non servono a riscrivere la storia né a mettere in discussione l’identità di prodotti che rappresentano il patrimonio culturale ed economico di intere comunità.

Sarebbe un errore trasformare uno strumento nato per difendere le eccellenze territoriali in un ostacolo al loro riconoscimento. L’artigianato continua a rappresentare uno dei pilastri dell’economia italiana, con oltre 1,2 milioni di imprese e più di 2,6 milioni di occupati. Un patrimonio che contribuisce in modo determinante alla ricchezza, alla coesione sociale e all’identità produttiva del Paese.

Per CNA Piemonte, il riconoscimento del Gianduiotto IGP rappresenta un atto di rispetto verso una storia collettiva costruita da generazioni di imprese, lavoratori e artigiani. Perché i marchi meritano tutela. Ma esistono beni ancora più grandi: la cultura produttiva di un territorio, la memoria dei mestieri e il patrimonio di conoscenze che nessuna impresa, da sola, può rivendicare come esclusivo.

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