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Lindt contro il riconoscimento Igp del Giandujotto: cosa sta succedendo

La battaglia per il riconoscimento Igp del Giandujotto di Torino si riaccende con il ricorso di Lindt al Tar del Lazio. Scopri tutti i dettagli

Lindt contro il riconoscimento Igp del Giandujotto: cosa sta succedendo

Il Giandujotto di Torinosimbolo dolciario della città, è al centro di una nuova battaglia legale che potrebbe compromettere il suo riconoscimento come Indicazione Geografica Protetta (Igp). La multinazionale Lindt & Sprüngliproprietaria del marchio Caffarelha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio contro il provvedimento del Ministero dell’Agricoltura che aveva avviato l’iter per il riconoscimento europeo.

La vicenda, iniziata nel 2017, ha visto contrapporsi il Comitato Giandujotto di Torinoche riunisce oltre quaranta imprese piemontesi del settore cioccolatiero, e Lindt. La disputa riguarda principalmente la ricetta tradizionale del Giandujotto e la possibile sovrapposizione tra la denominazione protetta e il marchio registrato Gianduia 1865 – L’autentico Gianduiotto di Torino.

Le origini del contendere

Il Giandujotto è un cioccolatino inventato nel 1852 da Paul Caffarelche risolse il problema della scarsa disponibilità di cacao sostituendolo in parte con le nocciole piemontesi. La ricetta tradizionale, difesa dal Comitato, prevede un mix di nocciole Piemonte Igp (30-45%), zucchero (20-45%) e cacao (almeno 25%). Lindt, invece, avrebbe voluto modificare la ricetta includendo il latte e riducendo la quantità di nocciole.

Dopo anni di discussioni e opposizioni, il Ministero dell’Agricoltura aveva finalmente disposto, il 23 marzo 2026, la trasmissione del disciplinare alla Commissione Europea. Tuttavia, Lindt ha deciso di presentare ricorso al Tar del Lazio, contestando la sovrapposibilità della denominazione protetta con il proprio marchio.

Le conseguenze del ricorso

Il ricorso presentato da Lindt potrebbe avere ripercussioni significative sulla tempistica del riconoscimento Igp. Secondo l’articolo 16 del Regolamento UE 2026/1154la Commissione Europea potrebbe sospendere l’esame della domanda in attesa della decisione del giudice nazionale. Il Tar del Lazio dovrà ora pronunciarsi sulla legittimità del provvedimento ministeriale, ma la data dell’udienza non è ancora stata fissata.

Il Comitato Giandujotto di Torino ha espresso preoccupazione per questo nuovo ostacolo. Antonio Borrasegretario del Comitato, ha dichiarato: “Pensavamo che i rapporti con Lindt si fossero già chiariti nella fase della pubblica lettura del disciplinare. Adesso il Tar fisserà un’udienza e noi come Comitato ci costituiremo con una nostra difesa”.

La posizione di Lindt e Caffarel

Lindt ha precisato che il ricorso non intende ostacolare il riconoscimento Igp, ma ottenere certezza giuridica sulla protezione del proprio marchio. Caffarelriconosciuta come l’inventrice del Giandujotto, ha sempre sostenuto che il percorso Igp debba convivere con la tutela del marchio Gianduia 1865. Il provvedimento attuale prevede una tutela limitata del marchio per 15 anni, mentre Lindt cerca una protezione piena e stabile.

La vicenda continua a dividere il mondo cioccolatiero torinese, con il Comitato Giandujotto di Torino che difende la tradizione e Lindt che cerca di proteggere il proprio marchio. La decisione del Tar del Lazio sarà cruciale per il futuro del riconoscimento Igp del Giandujotto di Torino.

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