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Corteo a Torino per la sanità pubblica: mobilitazione contro la Regione Piemonte

Una grande mobilitazione regionale a Torino porta in piazza sindacati, medici e associazioni per chiedere più risorse e trasparenza nella gestione della sanità pubblica

Corteo a Torino per la sanità pubblica: mobilitazione contro la Regione Piemonte

Il Comitato per il Diritto alla Tutela della Salute e alle Cure promuove una nuova manifestazione regionale a Torino per contestare le scelte della Regione Piemonte in materia sanitaria. L’appuntamento è fissato per sabato 23 maggio con concentramento sotto il grattacielo Piemonte alle ore 14:00, seguito da un corteo che percorrerà via Nizza fino ai giardini di piazza Carducci, accanto alle Molinette. Lo slogan più diffuso, «Quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto», riassume la preoccupazione degli organizzatori sul futuro del servizio sanitario nazionale.

Perché si scende in piazza

La protesta nasce dalla sommatoria di problemi concreti: liste d’attesa in crescita, carenza cronica di personale, difficoltà di accesso alle cure e ritardi nella realizzazione di case e ospedali di comunità. Gli organizzatori denunciano inoltre l’aumento della spesa sanitaria privata a carico delle famiglie, elemento che secondo il Comitato mette in crisi il principio di uguaglianza sancito dal Servizio sanitario nazionale. Durante la manifestazione sono previsti numerosi interventi di operatori sanitari, rappresentanti delle associazioni, sindacalisti e realtà sociali per raccontare esperienze e criticità sul territorio.

Adesioni e network coinvolti

Alla mobilitazione hanno già aderito decine di realtà: tra i promotori figurano la CGIL Torino, l’Ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri di Torino e l’associazione Luca Coscioni, mentre non hanno aderito Cisl Piemonte e Uil Piemonte. L’elenco delle adesioni, aggiornato alle 15:30 del 21 maggio, riunisce associazioni professionali, comitati territoriali e organizzazioni civili. La pluralità degli aderenti sottolinea il carattere trasversale della protesta e la diffusione delle criticità denunciate.

Elenco delle realtà partecipanti (prima parte)

Tra le oltre quaranta sigle si segnalano: Afnt (Associazione Farmacisti Non Titolari), Ahna Italia, Anaao, Arci Piemonte, Associazione Salute Diritto Fondamentale, Attac, Auser Piemonte, Camminare Insieme Odv, Casa Delle Donne, Cgil Piemonte, Cipes, Cittadinanza Attiva, Comitato Articolo 32 Asti, Comitato Art.32 Nord Astigiano, Comitato Art.32 Vallebelbo, Comitato Valpellice Per Il Diritto Alla Salute.

Elenco delle realtà partecipanti (seconda parte)

Proseguono le adesioni con: Consultoria Fam, Co.Pi.Sa.M. (Comitato Piemontese Associazioni Salute Mentale), Digiuno Per Gaza, Donne Società Civile, Fassid, Federconsumatori, Fimmg, Fp Cgil Medici Piemonte, Fp Cgil Piemonte, Fvm, Global Sumud Flotilla Torino, Gris Piemonte, Gruppo Abele, Isde – Medici Per L’ambiente, Libera Piemonte, Medici E Sanitari Per Gaza, Medicina Democratica, No Autonomia Differenziata, Ordine Assistenti Sociali Piemonte E Valle D’aosta, Ordine Dei Medici Chirurghi E Degli Odontoiatri Di Torino, Prospettive Comuni, Rete +194 Voci, Se Non Ora Quando, Smi, Soms Solidea, Sumai, Tribunale Per I Diritti Del Malato, Usb Piemonte, Volere La Luna.

Proposte al centro della manifestazione

I partecipanti avanzano richieste precise: la Regione deve ripristinare il tavolo LEA per garantire trasparenza su domanda e offerta e favorire il confronto tra enti locali, sindacati e associazioni. Si chiede inoltre la promozione di comitati di parenti e rappresentanze dei diritti per superare l’isolamento e condividere soluzioni gestionali. Sul fronte delle RSA e delle cure domiciliari, le proposte prevedono un piano di finanziamento delle convenzioni che garantisca la copertura del 50% della retta agli aventi diritto, con estensione al 70% per gli aggravamenti, e la partecipazione delle ASL per il 50% del costo delle cure a domicilio.

Condizioni di lavoro e organici

Nel pacchetto di richieste c’è anche la necessità di migliorare le condizioni lavorative nelle RSA, adeguare gli organici ai bisogni assistenziali e rispettare i contratti ritenuti maggiormente rappresentativi. Queste misure vengono indicate come essenziali per garantire qualità delle cure, sicurezza degli operatori e sostenibilità del sistema pubblico, riducendo la tendenza alla privatizzazione implicita nel ricorso crescente a prestazioni a pagamento.

La presa di posizione dell’Ordine dei Medici di Torino

L’Ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri di Torino ha motivato la propria partecipazione spiegando che la mobilitazione è una risposta alla frustrazione degli iscritti: carico burocratico che sottrae tempo alla cura, mancanza di posti letto, liste d’attesa che impediscono diagnosi tempestive e servizi che non vengono potenziati. L’Ordine sottolinea il valore sociale della professione, il rispetto del codice deontologico e invita i medici, i cittadini e gli operatori sanitari a partecipare per dare voce alle difficoltà quotidiane e difendere la dignità del lavoro sanitario.

Il corteo di sabato 23 maggio si presenta quindi come un momento di visibilità pubblica e confronto per chiedere alla Regione misure chiare e un ritorno a pratiche di governance partecipata. Per aggiornamenti e informazioni sulla mobilitazione, TorinoToday invita i lettori a seguire i canali ufficiali e le pagine social della testata.

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