8 Ottobre 2026 ☁ 16°

Wave 2026: l’intelligenza artificiale al centro delle imprese italiane

Wave 2026 svela come l’IA stia trasformando le startup italiane, con il sostegno di Vento e la visione di John Elkann.

Wave 2026: l’intelligenza artificiale al centro delle imprese italiane

Dal 7 al 9 ottobre Torino ospita Wave by Vento 2026 la più importante conferenza tecnologica d’Italia e una delle più rilevanti in Europa. L’evento si svolge nella storica Sala Binario 3 delle OGR e riunisce circa 1 500 startup, numerosi investitori internazionali e professionisti del settore. I temi dominanti sono l’intelligenza artificiale la robotica, l’economia dell’intelligenza e le sfide della trasformazione digitale. Il pubblico può assistere a presentazioni, tavole rotonde e sessioni di pitching, con l’obiettivo di creare contatti concreti e favorire l’accesso a capitali di crescita.

Il secondo giorno, dedicato in primis all’AI, ha visto la partecipazione di imprese come Wayve, che dimostra come l’autonomia dei veicoli possa raggiungere livelli finora impensabili, e di realtà emergenti nel campo della salute e della space-tech. La giornata è stata trasmessa in diretta, offrendo a chi non è presente la possibilità di seguire le discussioni sui nuovi modelli di business e sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale per il tessuto produttivo italiano.

John Elkann apre il Binario 3: l’IA come nuovo fuoco per l’umanità

Nel suo discorso inaugurale, John Elkann ha paragonato l’intelligenza artificiale al fuoco scoperto dagli uomini primordiali: uno strumento capace di trasformare la vita, ma che richiede attenzione e responsabilità. “Stiamo vivendo i primi momenti in cui l’uomo impara a domare il fuoco, senza lasciarlo bruciare tutto intorno”, ha affermato, sottolineando che la paura non deve ostacolare la curiosità. Elkann ha ribadito che l’IA non è una minaccia per l’occupazione, ma una palestra per creare nuove professionalità finora inesistenti.

L’opportunità rispetto al timore dei posti di lavoro

Il presidente di Vento ha sostenuto che il focus dovrebbe spostarsi da “cosa non potremo più fare” a “cosa possiamo realizzare ora grazie all’AI”. Ha citato l’esempio della mobilità autonoma: Wayve sta dimostrando che un sistema di guida completamente autogestito può essere implementato in veicoli commerciali, un risultato che pochi anni fa era ritenuto fantascienza. Elkann ha concluso invitando gli imprenditori a guardare al futuro con curiosità anziché con timore.

Vento e i numeri di una rivoluzione italiana

Il fondo Vento ha fornito dati concreti sul proprio impatto: in dieci anni ha sostenuto la nascita di 220 aziende, creando più di 3 000 posti di lavoro e generando un valore di mercato di circa 3 miliardi di euro, pari al 5 % del totale nazionale delle startup. Grazie a programmi di accelerazione e a un network di mentori, Vento ha contribuito a trasformare il panorama dell’imprenditoria italiana, promuovendo la sinergia tra talento tecnico e coraggio imprenditoriale.

Investimenti in settori emergenti: mobilità e oltre

Il prossimo decennio vedrà un’intensificazione degli investimenti in aree che ancora non esistono come industrie consolidate. Oltre alla mobilità autonoma, Vento punta a settori come la biotecnologia, la space-tech e le soluzioni per la salute digitale. Torino, con la sua tradizione manifatturiera e la recente rinascita dei poli di innovazione, è considerata un terreno fertile per queste iniziative. L’obiettivo dichiarato è creare più di 1 000 nuove startup entro il 2036, dimostrando che l’ecosistema italiano è capace di competere a livello globale.

Con il supporto di iniziative come Vento e la visione di leader come John Elkann, l’Italia sembra pronta a sfruttare il proprio capitale umano per guidare l’innovazione a livello mondiale.

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