La mattinata del 20 maggio 2026 a Novara è stata segnata da una mobilitazione dei dipendenti della McQueen, che hanno sfilato per il centro cittadino prima di essere ricevuti in municipio. Circa 150 persone hanno partecipato al corteo per ribadire l’opposizione agli annunciati tagli: la procedura parla di 54 esuberi a livello nazionale, con 38 esuberi nello stabilimento del capoluogo. In municipio la delegazione è stata incontrata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, dal sindaco Alessandro Canelli e dal presidente della Provincia Marco Caccia, accompagnati da assessori e consiglieri regionali.
Questa fase della vertenza si svolge mentre i rappresentanti istituzionali cercano di fare chiarezza sulle motivazioni e sulle garanzie per i lavoratori. Durante l’incontro il presidente Cirio ha riferito di un contatto telefonico con il ministro del Lavoro, Marina Calderone, per sollecitare un approfondimento sulla gestione della procedura. Le istituzioni hanno dichiarato l’intenzione di partecipare al prossimo tavolo convocato dal Ministero del Lavoro a Roma, con l’obiettivo di verificare se sussistono i presupposti per il licenziamento collettivo e per valutare eventuali misure di tutela.
La mobilitazione in città
La protesta è stata organizzata da sigle sindacali e lavoratori in una cornice di unità sindacale, con la presenza di CGIL, CISL e UIL. Il presidio e il corteo hanno voluto dare un volto alle persone interessate dalla procedura, ricordando che dietro i numeri ci sono famiglie e percorsi di vita. Le bandiere sindacali e gli slogan hanno accompagnato la delegazione fino al municipio, dove hanno potuto esporre le loro richieste alle autorità locali e regionali, ribadendo la necessità di strumenti concreti per accompagnare eventuali ricollocazioni o ammortizzatori.
Il corteo e le rivendicazioni
I lavoratori hanno posto al centro la richiesta che l’azienda ricorra agli ammortizzatori sociali per evitare che il cambiamento organizzativo si traduca in licenziamenti immediati. Sul tavolo anche la preoccupazione per la trasparenza della procedura e per il rispetto delle tutele minime: le rappresentanze chiedono che ogni decisione venga presa dopo una verifica accurata e con misure che limitino l’impatto sociale. Le istituzioni hanno ascoltato le testimonianze e promesso un impegno continuativo nel monitorare la situazione.
L’incontro istituzionale e le verifiche
All’incontro in municipio hanno partecipato, oltre al presidente Cirio, il sindaco Canelli e il presidente della Provincia Caccia, anche gli assessori regionali Daniela Cameroni e Matteo Marnati, oltre ai consiglieri regionali Domenico Rossi e Alice Ravinale. Il confronto è servito a tracciare una linea comune: richiedere al Ministero del Lavoro una verifica puntuale della legittimità della procedura e chiedere che il governo nazionale sia parte attiva nel trovare soluzioni. Il vicepresidente e assessore al Lavoro Maurizio Marrone è stato indicato come referente regionale per seguire la vertenza.
Il tavolo al Ministero
Le istituzioni locali hanno formalmente chiesto di essere presenti al tavolo ministeriale che dovrà esaminare la vicenda a Roma la prossima settimana. L’obiettivo dichiarato è duplice: accertare se esistano i presupposti per il licenziamento collettivo e sollecitare l’attivazione di ammortizzatori sociali per mitigare l’impatto sui dipendenti, in particolare sui 38 addetti del sito di Novara. La presenza congiunta di Regione, Comune e Provincia intende dare forza alla richiesta di garanzie e a un percorso condiviso per la risoluzione della crisi.
Prospettive e richieste dei lavoratori
Dal fronte politico e sindacale arriva l’appello a non lasciare soli i dipendenti e a costruire strumenti di accompagnamento, come politiche attive del lavoro e percorsi di formazione mirata. I rappresentanti locali sottolineano la centralità del comparto moda per l’economia del territorio e mettono in guardia dal rischio di effetti a catena nel tessuto produttivo. La parola d’ordine delle istituzioni è quella dell’attenzione continuativa: seguire la vertenza passo dopo passo e utilizzare ogni leva istituzionale per tutelare l’occupazione e promuovere soluzioni sostenibili.