Torino ha ospitato il Torino Pride 2026una marcia che ha radunato oltre 160mila persone tra il Parco del Valentino e piazza Vittorio Venetosegnando i vent’anni della manifestazione. Il corteo, partito nell’area di corso Massimo d’Azeglio tra corso Marconi e corso Vittorioha attraversato le arterie centrali della città fino al palco finale.
La partecipazione e il messaggio politico hanno reso l’evento un passaggio chiave per la comunità LGBTQIA+sintetizzato nel claim “Venti di lotte”. La giornata ha coniugato dimensione festiva e rivendicativa, con attenzione all’accessibilità e alla salute pubblicae uno sguardo già rivolto all’EuroPride 2027. Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2026.
Percorso, numeri e accessibilità
Il percorso ha toccato corso Vittorio Emanuele IIcorso Galileo Ferrarisvia Cernaiavia Pietro Miccapiazza Castello e via Poper concludersi in piazza Vittorio Veneto. La stima di oltre 160mila partecipanti ha confermato una mobilitazione ampia e composita, con delegazioni sindacali, rappresentanze religiose come la Chiesa valdesegruppi scout, l’Ordine dei giornalisti e realtà per i diritti civili. Gli interventi in piazza sono stati tradotti in Lingua dei segni italiana e sono stati allestiti spazi per screening rapidi di HIV e sifilidesegnando una cura per l’inclusione e i servizi di prevenzione.
Voci dal corteo e dal palco
Tra le testimonianze, giovani come Dan Nichita hanno ribadito il valore del Pride come spazio di visibilità contro l’omofobia vissuta nell’adolescenza. Famiglie e genitori hanno chiesto riconoscimenti più rapidi per la genitorialità. Dal palco, Ambra Angiolinipresente con la figlia Jolanda Rengaha detto: “Il concetto di normalità mi fa schifo, perché la normalità è sinonimo di Vannacci, mi fa paura. Essere a posto vuol dire essere gentili ed essere sempre aperti a includere.” L’artista e attivista Mc Nill ha animato la piazza, così come il progetto torinese Francamenteprima della festa di autofinanziamento al club Il Centralino.
Interventi politici e testimonianze
Sul palco è arrivata una critica da parte di un assessore alle Politiche sociali del Comune a una norma che limita attività didattiche su sessualità e affettività nella scuola dell’infanzia e primaria, definita un ostacolo al cambiamento culturale e alla prevenzione dei pregiudizi. È stata ribadita la volontà istituzionale di contrastare omolesbotransfobia e discriminazioni. Una coordinatrice ha raccontato un’aggressione subita su un treno nei giorni precedenti, segnando un quadro di vigilanza e non rassegnazione. Dal fronte associativo, Rete Genitori Rainbow ha affermato: “Lottiamo per dare voce a tutte le famiglie non convenzionali, comprese quelle delle persone trans, che ancora oggi subiscono le discriminazioni più feroci.” Break The Silence ha aggiunto: “La sicurezza non si costruisce controllando i corpi, ma garantendo diritti e autodeterminazione.”
Verso l’EuroPride 2027
Lo sguardo si è rivolto al EuroPride 2027in programma a Torino dal 18 al 26 giugno 2027con conferenze, mostre e iniziative di rivendicazione. Sul palco, Vladimir Luxuria ha annunciato: “L’anno prossimo l’EuroPride a Torino sarà una rivoluzione.” L’edizione 2026 è stata descritta dagli organizzatori come passaggio di testimone e banco di prova per la capacità cittadina di ospitare un evento europeo, tra logistica, visibilità internazionale e centralità dei diritti. La presenza di bandiere internazionali, carri e simboli di solidarietà ha evidenziato l’articolazione del corteo e la continuità del percorso politico verso una città più inclusiva.


