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Test HRD per il carcinoma ovarico: la rivoluzione diagnostica all’ospedale Molinette di Torino

L'ospedale Molinette di Torino introduce il test HRD per il carcinoma ovarico, offrendo diagnosi più rapide e terapie personalizzate. Scopri come questa innovazione sta cambiando la vita delle pazienti.

Test HRD per il carcinoma ovarico: la rivoluzione diagnostica all’ospedale Molinette di Torino

Un passo avanti significativo nella lotta contro il tumore ovarico è stato compiuto all’ospedale Molinette di Torino. Da luglio 2026, il test HRD (Homologous Recombination Deficiency) è disponibile direttamente nei laboratori dell’azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza. Questo esame di profilazione molecolare è fondamentale per identificare i farmaci più efficaci per le pazienti affette da carcinoma ovarico, garantendo terapie su misura e tempi d’attesa più brevi.

Fino a poco tempo fa, le pazienti seguite all’ospedale Sant’Anna dovevano rivolgersi a laboratori privati esterni per questo screening biologico. Ora, grazie a questa nuova tecnologia, tutto può essere eseguito in house rendendo il processo più efficiente e accessibile.

Il progetto e i finanziamenti

L’attivazione del servizio è il risultato di un percorso durato un anno. Il test HRD è ora operativo nel laboratorio di patologia molecolare dell’anatomia patologica universitaria delle Molinette, all’interno della NGS facility del dipartimento di medicina di laboratorio. Questo progetto è stato reso possibile grazie al contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo che ha stanziato due milioni di euro per la modernizzazione infrastrutturale e tecnologica della struttura complessa di anatomia patologica.

La Fondazione Ricerca Molinette ha seguito la progettazione, la rendicontazione e gli acquisti, e formalizzerà la donazione della tecnologia all’ospedale con un atto pubblico. Questo progetto si inserisce nell’ambito della rete delle fondazioni ospedaliere ed enti non profit piemontesi, promossa da Regione piemonte e Fondazione Compagnia di San Paolo.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Alberto Anfossi segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha dichiarato: “Il contributo per la modernizzazione dell’anatomia patologica delle Molinette nasce dalla volontà di offrire diagnosi più rapide, precise e personalizzate, mettendo la tecnologia al servizio dei percorsi di cura.” Anfossi ha sottolineato che questo progetto è in linea con il piano strategico della fondazione, che mira a sostenere cambiamenti strutturali della sanità pubblica attraverso programmazione, innovazione e collaborazione tra soggetti diversi.

Paola Cassoni vicerettrice per l’area medica dell’Università di Torino e direttrice del dipartimento di medicina di laboratorio, ha espresso grande soddisfazione per il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo. “La possibilità di eseguire il test direttamente nei nostri laboratori rappresenta un significativo avanzamento nella qualità del percorso diagnostico-assistenziale”, ha affermato Cassoni. La nuova strumentazione acquisita consentirà di ampliare l’offerta di analisi molecolari avanzate anche ad altre tipologie di tumori, contribuendo al miglioramento dei percorsi di diagnosi e cura per numerosi pazienti oncologici della Regione.

Massimo Segre presidente della Fondazione Ricerca Molinette, ha concluso: “Da oggi le donne con tumore ovarico hanno la risposta molecolare dentro l’ospedale pubblico, senza più rivolgersi a laboratori esterni. Questo importante risultato è stato raggiunto grazie alla competenza scientifica e alla passione per il proprio lavoro della professoressa Cassoni.”

L’impatto sulla salute pubblica

La nuova tecnologia non solo migliora la qualità del percorso diagnostico-assistenziale per le pazienti con tumore ovarico, ma contribuisce anche al miglioramento e all’efficientamento dei percorsi di diagnosi e cura per numerosi pazienti oncologici della Regione. La condivisione interdisciplinare dei risultati permetterà di formulare decisioni terapeutiche sempre più appropriate e personalizzate per ciascuna paziente.

Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra fondazioni piemontesi possa produrre risultati tangibili per la salute pubblica. La rete delle fondazioni ospedaliere ed enti non profit piemontesi, promossa da Regione Piemonte e Fondazione Compagnia di San Paolo, continua a rafforzare la risposta del sistema sanitario regionale, favorendo la diffusione di modelli replicabili a beneficio dell’intero territorio piemontese.

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