Il pomeriggio del 27 maggio a Volverain via Risorgimento davanti all’uscita della scuola Rodariuna donna di 40 anni è stata vittima di uno scippo con strappo. Erano circa le 17.30 quando un giovane si è avvicinato fingendo di chiedere indicazioni e, con una mossa fulminea, le ha strappato la collana d’oro che indossava, un gioiello stimato intorno ai 5mila euro. Nel violento strappo la bimba di due anni che la madre aveva in braccio è caduta a terra, fortunatamente senza lesioni gravi.
Subito dopo l’episodio sono intervenuti i Carabinieri della stazione di None che hanno raccolto la denuncia della vittima, la quale è stata poi accompagnata al pronto soccorso di Pinerolo per accertamenti a causa delle escoriazioni al collo. Un testimone ha tentato di inseguire il fuggitivo in bicicletta: il ladro è stato visto allontanarsi salendo su un’auto che probabilmente era guidata da un complice e che si è diretta verso la tangenziale in direzione di Piossasco.
La dinamica dell’aggressione e la reazione della vittima
Secondo la ricostruzione, il malvivente ha usato la scusa della mappa sul cellulare per avvicinarsi. La donna, seduta su una panchina come spesso faceva insieme ad altre mamme del quartiere, ha inclinato il collo per aiutarlo: in quell’istante il gioiello le è stato strappato via. La vittima racconta con voce provata: “Ho pensato solo a proteggere mia figlia e con la paura di reagire“. Questa frase riassume la scelta di non opporre resistenza immediata, dettata dall’istinto di salvaguardare il bambino piuttosto che riprendere il bene materiale.
Il valore del furto e le conseguenze fisiche
Il bottino è stimato in circa 5mila eurouna perdita economica significativa per la donna ma secondaria rispetto allo spavento e al rischio corso. Le escoriazioni al collo hanno reso necessaria una visita al pronto soccorso di Pinerolo. I Carabinieri della stazione di None hanno verbalizzato la denuncia e stanno acquisendo testimonianze e immagini disponibili per identificare gli autori e l’auto vista nei pressi della scuola.
Il dibattito sulla videosorveglianza e la risposta del Comune
L’episodio ha riacceso il confronto sulla copertura delle telecamere nei pressi dei luoghi sensibili del paese. La vittima ha sollevato il problema ricordando che vicino al plesso scolastico esiste una telecamera ma non è funzionante: “Se le telecamere ci sono, devono funzionare“, ha sottolineato. L’osservazione mette in luce sia la necessità di manutenzione delle attrezzature sia i limiti delle risorse disponibili per il Comune.
Il sindaco Francesco D’Onofrio ha riconosciuto la presenza di dispositivi obsolete spiegando che sono poche le risorse che il municipio riceve per interventi di ammodernamento. Ha dichiarato: “Attenzione alta, lavoreremo per aumentare la sicurezza sul territorio“. L’amministrazione indica la partecipazione ai bandi come strada per ottenere finanziamenti, ma sottolinea che i requisiti per questi avvisi possono penalizzare i Comuni con risorse limitate.
Nel frattempo, il sistema attivo ai varchi del paese consente di tracciare ingressi e uscite e, in passato, ha contribuito all’individuazione di gruppi criminali come la cosiddetta banda della marmotta. Tuttavia, il sindaco ricorda che ci sono altri luoghi sensibili da presidiare e che l’ammodernamento della videosorveglianza è una priorità che richiede risorse e tempi per la partecipazione a specifici bandi, tra cui uno previsto per il mese di agosto 2026.
L’episodio di Volvera evidenzia come un gesto rapido possa provocare ansia diffusa nella comunità, specialmente quando avviene sotto gli occhi di bambini e famiglie. Le Forze dell'ordine proseguono le indagini e il caso resta un monito sul valore della prevenzione, della manutenzione delle infrastrutture di sicurezza e della collaborazione tra cittadini e istituzioni per segnalare episodi di microcriminalità.



