Nel piccolo comune roero di Baldissero d’Alba, dove la vita scorre tranquilla tra vigneti e casolari, la notte si è improvvisamente trasformata in una scena da film noir. Verso le 2.30 del mattino, un uomo di 35 anni, Roberto Mollo, ha aperto il fuoco contro un gruppo di intrusi all’interno del cortile di una cascina di famiglia in via Roma, ancora in fase di restauro.
L’evento, avvenuto in piena oscurità, ha avuto come esito la morte di un presunto ladro di origine albanese, residente a Torino, ed ha subito innescato un’indagine penale che vede protagonisti i carabinieri delle Compagnie di Bra e Cuneo, supportati dal Nucleo Operativo provinciale.
La dinamica dell’accaduto nella cascina di Baldissero d’Alba
Secondo le prime ricostruzioni, Mollo, che viveva nella stessa frazione con la madre a pochi metri dal luogo dei fatti, si trovava nella struttura per controllare i materiali da costruzione accumulati all’esterno: tegole, cemento, attrezzi e ponteggi, tutti del valore complessivo di diverse migliaia di euro. Dopo aver sentito dei rumori sospetti, si è avvicinato al portone e, scoprendo una squadra di quattro-cinque individui intenti a introdursi, ha estratto una pistola semiautomatica Beretta regolarmente denunciata.
La testimonianza di Mollo, raccolta nei primi quattro ore di interrogatorio alla caserma di Bra, indica che in preda alla foga ha scaricato l’intero caricatore, colpendo uno dei presenti. L’uomo ferito è stato trasportato d’urgenza presso l’Istituto di medicina legale di Torino, dove è deceduto nonostante i tentativi del 118.
Chi era la vittima albanese
La persona uccisa era un cittadino albanese di 36 anni, residente a Torino e con precedenti per reati contro il patrimonio. Le autorità hanno avviato l’autopsia per chiarire le circostanze esatte del decesso e valutare eventuali ritorsioni da parte di eventuali complici.
Le indagini dei carabinieri e le ipotesi sul movente
Il sequestro penale dell’arma è stato affidato ai militari dell’Arma per le perizie balistiche, che dovranno confermare la corrispondenza tra il proiettile e la pistola utilizzata. Parallelamente, le forze dell’ordine stanno verificando la presenza di almeno quattro complici, finora fuggiti subito dopo lo sparatorio. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Asti, esaminano anche il possibile legame tra l’intrusione e il furto di attrezzi e materiali da cantiere.
Un elemento critico emerso è l’assenza di un porto d’armi da parte di Mollo, nonostante la detenzione legale dell’arma. Questo dato complica la ricostruzione dei fatti, poiché la legge vieta il trasporto dell’arma al di fuori del domicilio abitativo. Gli inquirenti valutano se l’uomo abbia commesso un illecito di trasporto o se la pistola fosse già presente nella cascina, tenuta in affidamento familiare.
Motivi ipotizzati dall’investigazione
Inizialmente la ricerca si era concentrata sugli attrezzi di cantiere, ma ora non viene esclusa la possibilità che una banda avesse pianificato di mettere le mani su quella parte già abitata della cascina, trasformando un furto materiale in un tentativo di rapina più articolato. La zona, priva di telecamere di videosorveglianza, complica l’identificazione dei rapinatori, ma i carabinieri hanno già raccolto testimonianze di vicini e del bar “da Giò”, luogo di ritrovo a pochi passi dal luogo del fatto.
Reazioni della comunità e del sindaco di Baldissero d’Alba
Il capo della amministrazione comunale, Michele Lusso, ha espresso il suo sgomento definendo Mollo una “bravissima persona” e sottolineando che non era a conoscenza di una sua eventuale arma. Lusso ha inoltre dichiarato di non sapere perché Mollo si trovasse da solo nella cascina a tarda notte, aggiungendo che il villaggio, di appena mille abitanti, non aveva mai assistito a eventi di tale gravità.
Il bar “da Giò”, dove la gente del paese si ritrova quotidianamente, ha offerto un caldo sostegno a Mollo: la titolare ha definito l’uomo “un gran lavoratore” e ha ribadito che aveva agito per difendere la propria casa. Anche i vicini di casa hanno manifestato solidarietà, ricordando la sua vita semplice, il lavoro di autotrasportatore e il suo passato da idraulico.
Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha commentato la vicenda dal palco di Pontida, rivolgendosi a chi si è difeso in casa propria. Il gesto di Mollo rimanda, nella memoria collettiva, al caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour rimasto a lungo al centro del dibattito sulla legittima difesa.
Nel frattempo, i carabinieri continuano a ricercare i presunti complici, mentre la procura di Asti ha disposto ulteriori misure investigative per chiarire le responsabilità penali di tutti i soggetti coinvolti.



