La gestione dei livelli idrici del Lago Maggiore è diventata oggetto di attenzione pubblica dopo la decisione che porta il tetto massimo a +1,40 metri. A Verbania si è svolto un incontro promosso dal presidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Giandomenico Albertella, con la partecipazione di amministratori locali e rappresentanti del settore turistico, tecnico e istituzionale. Allo stesso tavolo erano presenti, in collegamento, il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori regionali, insieme ai vertici di Arpa Piemonte, dell’Autorità di Bacino e del Consorzio del Ticino.
Il confronto ha raccolto le perplessità dei sindaci delle località rivierasche, da Cannobio a Castelletto Ticino, e degli operatori turistici, preoccupati dal rischio che precipitazioni intense possano provocare l’allagamento delle spiagge. L’obiettivo dichiarato è trasformare questo scenario in un’occasione per rafforzare la tutela del litorale: nasce così l’idea di un piano spiagge che combini difese fisiche e strumenti finanziari, con l’impiego anche di contributi a fondo perduto previsti dalla legge 18 e dai fondi europei.
La proposta regionale per proteggere le sponde
Nel corso della riunione il presidente Cirio ha illustrato la strategia della Regione, basata su interventi concreti come l’installazione di barriere e sistemi di contenimento e sull’erogazione di sostegni economici alle strutture turistico-ricettive. L’idea è che la Regione possa finanziare opere di adattamento idonee a prevenire l’erosione e la perdita temporanea delle spiagge, utilizzando le risorse previste dalla legge 18 e canali europei. Parallelamente è stata annunciata l’istituzione di una Cabina di Regia Permanente, presieduta dalla Regione, per coordinare le diverse istanze e valutare soluzioni integrate tra enti locali, agricoltori e operatori del turismo.
Strumenti tecnici e finanziari
La cabina di regia dovrà accogliere contributi tecnici da Arpa Piemonte, dall’Autorità di Bacino e dal Consorzio del Ticino per definire interventi efficaci. Si è chiesto, in particolare, di studiare sistemi innovativi per la gestione preventiva dello svaso, inteso come l’azione di abbassamento controllato del livello idrico per fare spazio a piogge future. L’uso coordinato di monitoraggi meteorologici e di previsioni idrologiche permetterà, secondo la Regione, di programmare gli svasi e gli interventi di difesa in modo più tempestivo e mirato.
Le proposte operative della Provincia del Vco
La Provincia, rappresentata da Albertella insieme all’assessore al Turismo e Agricoltura Paolo Bongioanni, ha presentato proposte pratiche per una gestione più prevedibile del bacino. Tra le iniziative suggerite c’è la sospensione temporanea dell’innalzamento a +1,40 metri nei mesi più critici per il turismo, mantenendo la quota storica di +1 metro durante la stagione balneare. Inoltre è stata avanzata la richiesta di un protocollo di svaso preventivo, vincolante tra Regione, ARPA, Autorità di Bacino e Comuni, che attivi operazioni di abbassamento in base a scenari previsionali condivisi.
Protocollo operativo e rappresentanza
La Provincia insiste anche per ottenere una rappresentanza qualificata all’interno dei tavoli decisionali dell’Autorità di Bacino, in modo da partecipare attivamente non solo alle scelte strategiche ma anche alla gestione ordinaria. Il protocollo proposto mira a definire responsabilità, tempistiche e soglie operative per lo svaso preventivo, con l’obiettivo di proteggere le comunità locali e permettere la programmazione dei lavori sulle sponde, necessari a conservare l’accessibilità e la fruibilità delle spiagge.
Verso un equilibrio tra turismo e agricoltura
Il confronto ha sottolineato la necessità di contemperare due funzioni essenziali del Lago Maggiore: da un lato la sua valenza come riserva idrica per l’agricoltura nelle fasi di siccità, dall’altro il ruolo economico e sociale delle spiagge per il turismo lacustre. Gli assessori regionali e il sottosegretario hanno ribadito la volontà di non lasciare soli i sindaci e gli operatori e di procedere con una governance che renda compatibili protezione ambientale, produzione agricola e sviluppo turistico. Il percorso avviato punta a soluzioni condivise e a strumenti operativi che consentano di gestire il bacino con criteri sia di sicurezza che di sostenibilità economica.