Nel cuore delle Alpi Cozie, il Lago Nero di Cesana Torinese è diventato un laboratorio a cielo aperto per lo studio degli impatti ambientali sui delicati ecosistemi alpini. Le recenti operazioni di monitoraggio ittico, condotte nei giorni 10 e 11 giugno 2026hanno portato alla luce dati preoccupanti che richiedono un’attenzione immediata.
Il progetto, coordinato dalle Aree Protette delle Alpi Cozie e realizzato nell’ambito del progetto Interreg Alcotra Aclimomira a comprendere come i laghi d’alta quota fungano da sensori naturali dei cambiamenti climatici e delle attività umane. Gli esperti della struttura Bioaqua dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZSPLV) hanno condotto un’attenta analisi della fauna ittica del lago, prelevando un campione di 5 trote fario, 1 salmerino e 5 sanguineroleper un totale di 3,7 kg.
Contaminanti e bioaccumulo: la minaccia invisibile
Le acque del Lago Nero, come molte altre riserve idriche d’alta quota, sono esposte ai contaminanti atmosferici trasportati dai venti provenienti da aree urbane e industriali. Questi inquinanti, sebbene invisibili, si depositano nelle acque e subiscono un processo di bioaccumulo nei tessuti dei pesci. Le analisi condotte hanno rilevato la presenza di metalli pesanti e microplasticheevidenziando l’impatto antropico su questo prezioso ecosistema.
Il monitoraggio ha anche permesso di valutare lo stato di salute dell’ecosistema, rilevando la presenza di sostanze chimiche come pesticidi e altri composti nocivi. Questi risultati sottolineano l’importanza di continuare a monitorare questi ambienti fragili per prevenire ulteriori danni.
Pesca sportiva e biodiversità: un equilibrio delicato
Uno degli aspetti più preoccupanti emersi dal monitoraggio è l’introduzione di salmonidi alloctoni di grandi dimensioni, probabilmente immessi per scopi di pesca sportiva. Questi pesci, originariamente assenti dagli ecosistemi alpini, rappresentano una minaccia per la biodiversità nativa. La loro presenza altera l’habitat naturale, danneggiando anfibi e altri organismi acquatici.
Le evidenze scientifiche dimostrano che i laghi di alta quota sono ecosistemi originariamente privi di pesci. L’immissione di specie come la trota fario atlantica e il salmerino può avere impatti diretti e indiretti sulle popolazioni di organismi acquatici. Inoltre, l’introduzione di fauna ittica non autorizzata può favorire la diffusione di patogeni capaci di causare episodi di mortalità nelle popolazioni di anfibi.
I controlli periodici sull’ittiofauna, monitorati anche tramite la piattaforma della Città Metropolitana di Torinorappresentano l’unico strumento efficace per prevenire patologie e zoonosi. Questi monitoraggi sono essenziali per proteggere la biodiversità e garantire la salute degli ecosistemi alpini.
Le azioni necessarie per proteggere il Lago Nero
Alla luce dei risultati del monitoraggio, è fondamentale adottare misure concrete per proteggere il Lago Nero e gli altri ecosistemi alpini. Tra le azioni prioritarie vi è il rafforzamento dei controlli sull’immissione di specie ittiche alloctone e la promozione di pratiche di pesca sostenibili. Inoltre, è essenziale continuare a monitorare la qualità delle acque e la salute della fauna ittica per prevenire ulteriori danni.
La collaborazione tra enti locali, istituzioni scientifiche e comunità locali è cruciale per garantire la conservazione di questi ambienti unici. Solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile preservare la biodiversità e proteggere gli ecosistemi alpini per le generazioni future.



