La Procura generale di Torino ha disposto il sequestro conservativo di 50mila euro a carico di Mario Roggero il gioielliere coinvolto nella rapina di Grinzane Cavour nel 2026. La somma, trasferita su un conto tunisino intestato a Roggero e alla moglie Mariangela Sandrone è stata bloccata per garantire le spese di giustizia.
La vicenda si inserisce nel contesto dei risarcimenti dovuti ai familiari dei due rapinatori uccisi e al terzo rimasto gravemente ferito durante l’assalto alla gioielleria. La Corte d’Assise di Asti aveva condannato Roggero al pagamento di una provvisionale complessiva di 480mila euro.
Il sequestro conservativo e il trasferimento dei fondi
Il sequestro riguarda un bonifico di 50mila euro disposto dal conto corrente del comitato #iostoconmarioroggero verso un conto estero tunisino. La Procura generale ha spiegato che il provvedimento è stato disposto a garanzia delle spese di giustizia incluse quelle per le intercettazioni e i compensi dei giudici popolari.
La Cassazione il 25 febbraio 2026, aveva respinto il ricorso di Roggero e del comitato contro il sequestro conservativo, ritenendo giustificata la misura per il rischio di dispersione delle somme. La Suprema corte aveva inoltre considerato irrilevante l’esistenza del supposto reato di autoriciclaggio ai fini della legittimità del sequestro.
I risarcimenti non pagati e le reazioni delle famiglie
La Procura generale ha ricordato che la Corte d’Assise di Asti aveva condannato Roggero al pagamento di una provvisionale di 480mila euro a favore di 14 familiari dei rapinatori uccisi e del terzo rapinatore, rimasto ferito. La quantificazione definitiva dei danni sarà stabilita in un separato giudizio civile.
Tuttavia, i familiari delle vittime hanno denunciato di non aver ancora ricevuto le somme loro riconosciute dai giudici. Secondo l’avvocato Giuseppe Roberto Caruso che rappresenta la compagna e le figlie di Giuseppe Mazzarino uno dei rapinatori uccisi, Roggero non ha ancora versato nulla. Molto probabilmente partiremo con i pignoramenti ha dichiarato Caruso, sottolineando che Roggero ha diverse proprietà.
Si sono costituiti contro il gioielliere anche la madre e i fratelli di Mazzarino, la famiglia di Andrea Spinelli l’altro rapinatore ucciso, il patrigno di quest’ultimo e Alessandro Modica l’autista ferito dopo la rapina, unico superstite della banda di malviventi.
La campagna di crowdfunding e il trasferimento dei fondi
Dopo la condanna in primo grado, Roggero aveva avviato sui social una campagna di crowdfunding per fare fronte ai risarcimenti stabiliti dalla sentenza. Erano arrivati tre bonifici per un totale di 140mila euro e poi i 50mila euro sequestrati. Il comitato #iostoconmarioroggero aveva presentato ricorso in Cassazione per chiedere la revoca della misura, ma la Suprema corte aveva bollato il ricorso come inammissibile.
La Cassazione aveva infatti ritenuto che il denaro raccolto dal comitato fosse ormai entrato nella disponibilità di Roggero, facendo venire meno la legittimazione del comitato a chiedere il dissequestro. Titolare del denaro era ormai il solo Mario Roggero, che aveva disposto il bonifico di 50mila euro presso una banca tunisina.
La difesa aveva contestato la segnalazione da parte della Guardia di Finanza alla polizia giudiziaria dell’operazione sospetta verso la Tunisia. Tuttavia, la Cassazione aveva considerato irrilevante l’esistenza del supposto reato di autoriciclaggio ai fini della legittimità del sequestro conservativo.



