Questa mattina il centro di Torino è stato teatro di violenti scontri tra forze dell’ordine e gruppi di manifestanti contraria al riarmo e al caro carburante. Il corteo, partito da via Roma, ha attraversato diverse vie laterali per raggiungere via Po, dove una parte dei partecipanti, con volto coperto e caschi, ha alzato le mani davanti al cordone di sicurezza. Il clima è rapidamente degenerato, con il lancio di bottiglie e l’impiego di lacrimogeni da parte degli agenti antisommossa.
Scontro a via Roma e via Po: la reazione delle forze dell’ordine
Il momento più critico si è verificato nell’area di via Roma, dove i manifestanti hanno urlato al megafono: “Ci siamo ripresi il centro, via Roma, che ci avevano negato”, prima di tentare di avanzare verso via Po. Gli agenti hanno risposto con una carica di alleggerimento, impiegando scudi, manganelli e un intenso progetto di lancio di lacrimogeni. Alcuni partecipanti hanno anche tentato di deviare il percorso verso il ponte Mosca, ma il cordone di polizia ha bloccato l’accesso, costringendo il corteo a fermarsi su Lungo Dora Napoli.
Il bilancio nazionale: arresti, denunciati e presenze minorili
Nel contesto più ampio delle proteste che hanno interessato diverse province italiane, le autorità hanno registrato 9 arresti, 87 denunciati e 371 persone fermate per accertamenti, di cui 110 minorenni e 69 stranieri. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha evidenziato che, complessivamente, 4.292 individui sono stati identificati nelle operazioni di controllo. A Roma, 43 giovani sono stati trattenuti presso la Questura per il possesso di passamontagna, guanti, maschere e keffiah.
Movimento 17 ottobre sotto inchiesta
L’indagine ha individuato la pagina Instagram “Movimento 17 ottobre” come possibile promotore dell’istigazione a delinquere aggravata. Il presunto responsabile, Youssef Siher, è stato fermato dalle autorità e rimane al vaglio degli inquirenti per aver coordinato le mobilitazioni attraverso canali digitali.
Le dichiarazioni istituzionali: Meloni e Piantedosi sul diritto di manifestare
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ringraziato le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine per aver garantito la sicurezza dei cittadini e il diritto di manifestare pacificamente, pur condannando i tentativi di violenza. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha elogiato la capacità delle forze di contenere le frange violente “con equilibrio e competenza”. Ha ribadito che la libertà di manifestare è un diritto prezioso garantito dalla Costituzione, ma che chi la deturpa con violenza dovrà rispondere davanti alla giustizia.
La giornata di proteste ha mostrato come le autorità siano pronte a intervenire con decisione, mentre gli organizzatori di movimenti come il “Movimento 17 ottobre” subiscono pressione per evitare ulteriori escalation. Il clima di tensione resta alto, soprattutto nelle città dove le forze dell’ordine hanno dovuto ricorrere a misure di contenimento più dure.



