Dal 22 al 25 ottobre la rassegna Auto e Moto d’Epoca a BolognaFiere ospiterà una selezione di vetture storiche provenienti dalla collezione della Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica. In esposizione ci saranno cinque modelli Lancia che raccontano due anime del motorsport: i durissimi rally africani e le gare di endurance su circuito. Questa scelta espositiva mette in evidenza come un singolo marchio abbia saputo interpretare con successo discipline tanto diverse.
La presidente della Fondazione, Monica Mailander Macaluso sottolinea il valore culturale e collettivo di un evento del genere: per la Fondazione si tratta di un’occasione per incontrare sia i collezionisti sia le nuove generazioni di appassionati. Le vetture esposte coprono un arco cronologico che va dal 1970 al 1983 e includono modelli che hanno gareggiato in manifestazioni prestigiose come il Safari Rally in Kenya e la 24 Ore di Le Mans.
Fulvia e Delta: le Lancia dei rally africani
Allo stand principale della Fondazione saranno visibili due esemplari dedicati alla competizione su sterrato. La Lancia Fulvia Coupé HF 1.6 Safari (1970) rappresenta l’epoca pionieristica delle imprese Lancia nei rally; la vettura è esposta nella configurazione studiata per l’East African Safari Rally manifestazione nota per le sue condizioni estreme su strade africane. Accanto a essa è presentata la Lancia Delta HF Integrale Evoluzione “Safari” (1992) una vettura dotata di un motore capace di 295 CV che nel 1992 si piazzò al secondo posto al Safari Rally in Kenya grazie all’impegno in gara del campione Juha Kankkunen e del navigatore Juha Piironen. Questi due modelli raccontano l’evoluzione tecnologica e di assetto che ha permesso a Lancia di competere con continuità su fondi sconnessi e impegnativi.
Beta Montecarlo e LC1: Lancia nelle gare di endurance
Nella sezione speciale denominata “Icons of Speed” la Fondazione espone due vetture che hanno lasciato il segno nelle corse su circuito. La Lancia Beta Montecarlo (1980) è ricordata per la vittoria al debutto nella 6 Ore del Mugello successo ottenuto con l’equipaggio formato da Riccardo Patrese ed Eddie Cheever. Questa berlinetta sportiva esprimeva soluzioni aerodinamiche e meccaniche pensate per le gare di durata.
Accanto alla Beta è esposta la Lancia Endurance LC1 (1982) prototipo che portava in pista un quattro cilindri turbo e una potenza dichiarata di circa 430 CV. L’LC1 prese parte a diversi appuntamenti del Mondiale Sportprototipi, compresa la 24 Ore di Le Mans e collezionò prestazioni di rilievo come pole position e piazzamenti nelle distinte gare di quell’epoca, con piloti come Michele Alboreto e Riccardo Patrese coinvolti in sessioni di qualifica e competizione.
LC2 al padiglione ACI: il V8 Ferrari nelle mani di Abarth
La quinta vettura della collezione sarà visibile nel padiglione dell’ACI – Automobile Club d’Italia all’interno della mostra dedicata al marchio Lancia. Si tratta della Lancia Endurance LC2 del 1983 equipaggiata con un motore V8 di derivazione Ferrari elaborato da Abarth. In configurazione da qualifica questa unità spingeva la vettura verso prestazioni estreme, con potenze che in certi set-up potevano avvicinarsi alla fascia di 850-1000 CV. L’LC2 raccolse importanti risultati in pista: tra gli episodi più rilevanti figura la vittoria alla 1000 km di Spa-Francorchamps del 1985, successo ottenuto dall’equipaggio formato da Mauro Baldi e Bob Wollek.
Nel complesso, l’insieme dei modelli esposti mette in luce non solo gli esiti agonistici di Lancia ma anche le scelte tecniche che hanno caratterizzato i diversi programmi sportivi: dalle soluzioni per l’affidabilità richieste dal Safari Rally alle messa a punto di motori e turbo per le gare di durata. Per visitatori e appassionati l’esposizione rappresenta un’opportunità per osservare da vicino esemplari che hanno corso e vinto, e per comprendere come piloti e preparatori abbiano adattato ciascuna vettura alle sfide dei rispettivi contesti.
La presenza di questi esemplari a BolognaFiere si inserisce nel più ampio ruolo culturale della Fondazione, orientata alla conservazione e alla divulgazione del patrimonio motoristico. Durante la manifestazione gli appassionati potranno vedere con attenzione pezzi storici che hanno segnato stagioni importanti del motorsport e riflettere sul contributo dei piloti e dei tecnici che ne hanno determinato i traguardi.



