Nel febbraio 2026 ricorrono dieci anni dal rapimento e dall’uccisione in Egitto di Giulio Regeni. Per ricordare quella vicenda, martedì 9 giugno alle ore 21 il teatro di Valenza ospiterà la proiezione del documentario “Tutto il male del mondo“diretto da Simone Manetti. L’appuntamento unisce visione, testimonianza e impegno civile in una serata che pone al centro la famiglia di Giulio e la battaglia per verità e giustizia.
Il documentario e i protagonisti del racconto
La pellicola, curata dal regista insieme a Emanuele Cava e Matteo Billi nella sceneggiatura, ricostruisce in modo dettagliato le tappe del sequestro, della tortura e dell’uccisione del ricercatore. Il lavoro si avvale del contributo diretto della famiglia Regeni e dell’avvocata Alessandra Ballerinifigura centrale nella vicenda giudiziaria. Nella narrazione il processo e le deposizioni diventano elementi portanti per offrire una testimonianza che vuole essere documentaria e processuale insieme, grazie anche all’uso di materiali esclusivi e inediti raccolti durante le udienze.
Il filo processuale e la presenza in aula
Sin dall’avvio del procedimento, il regista ha seguito le udienze in Corte d’Assise a Romafilmando le sessioni e documentando la presenza dei genitori, Paola Deffendi e Claudio Regeniinsieme con l’avvocata. Il percorso processuale, iniziato concretamente dall’inizio del 2026, fa emergere anni di depistaggi e colpi di scena: nella ricostruzione viene citato un periodo di 103 mesi di depistaggi che hanno complicato la ricerca della verità.
Il percorso nazionale delle proiezioni e il ruolo delle università
Nei mesi di aprile e maggio 2026 il documentario è stato al centro di un ciclo di eventi denominato “Le Università per Giulio Regeni”, promosso dalla senatrice a vita Elena Cattaneo e sostenuto dalla Fondazione Elena Cattaneo ETScon il coinvolgimento di produttori come Fandango e Ganesh Produzioni. L’Università di Genova è stata uno dei 76 atenei aderenti: ogni tappa ha previsto la proiezione del film prodotta da Fandango e Ganesh e un dibattito sui temi della libertà di studio e della ricerca.
Dibattito accademico e giuridico
Alle proiezioni universitarie hanno partecipato figure accademiche e legali: il dibattito all’Università di Genova è stato moderato da Fabrizio Benenteprorettore alla terza missione, con la partecipazione, tra gli altri, di Alessandra Ballerini. L’intervento del docente di diritto internazionale Stefano Dominelli del DiSPI ha sottolineato come la giurisprudenza italiana abbia assunto un ruolo centrale nell’interpretazione della Convenzione contro la tortura, in relazione alle immunità degli agenti stranieri, contribuendo all’accesso alla giustizia.
Inoltre, la riflessione sulla protezione dei ricercatori e sulla libertà di ricerca è stata arricchita dagli interventi di docenti come Gisella De Simonedirettrice del Dipartimento di giurisprudenza, che ha approfondito i rischi e le necessità di tutela per la comunità scientifica.
La serata di Valenza: proiezione, Punto Giallo e sostegno
La proiezione a Valenza non sarà solo un momento di visione: prima e dopo l’evento sarà allestito in teatro il Punto Giallo a sostegno dei diritti e dell’impegno della famiglia Regeni. La raccolta fondi e l’organizzazione dello spazio saranno curate dai volontari dell’associazione A.R.C.A. di Rivaroneattiva sul territorio per il supporto alla causa. L’iniziativa vuole combinare memoria pubblica e azione concreta, offrendo al pubblico la possibilità di conoscere la vicenda e contribuire al sostegno delle attività promosse dalla famiglia.
Per motivi logistici la sala dispone di soli 97 postiche si preannunciano rapidamente esauriti. L’evento a Valenza riprende elementi già presenti nelle tappe universitarie e nelle attività di sensibilizzazione che hanno caratterizzato il decennale della tragedia.
Il documentario nasce anche dalla volontà della famiglia di lasciare una testimonianza onesta e dettagliata su quanto accaduto tra il 25 gennaio 2016 e il 3 febbraio 2016i giorni in cui si consumò il rapimento e l’uccisione in Egitto di Giulio. La produzione coinvolge realtà come Movimento Film con il produttore Mario Mazzarottoche hanno seguito il progetto per offrire al pubblico materiali e testimonianze dirette.
La serata di Valenza rappresenta dunque un’occasione per chiunque voglia confrontarsi con la storia, le fasi processuali e le questioni legali che la vicenda ha sollevato, mantenendo vivo l’impegno per la ricerca della verità e ricordando la figura del ricercatore attraverso immagini, parole e testimonianze.


