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Derby Torino-Juventus: dress code, striscioni e timori per l’ordine pubblico

Mail del Torino su divieti cromatici, replica della Juventus e nota della questura: emerge preoccupazione per possibili scontri durante il derby del 24 maggio

Derby Torino-Juventus: dress code, striscioni e timori per l’ordine pubblico

La vigilia del derby cittadino tra Torino e Juventus si è trasformata in uno scenario fatto di comunicazioni ufficiali, repliche e preoccupazioni per l’ordine pubblico. La partita, in programma il 24 maggio alle 20,45 allo Stadio Grande Torino, si gioca sotto la lente di istituzioni e tifoserie per motivi che vanno oltre il campo. In un clima già teso per precedenti episodi di violenza, una serie di mail inviate dal club granata ha acceso il dibattito sui limiti che può porsi a chi entra nello stadio.

Nel cuore delle discussioni c’è il tema del dress code e dei simboli di squadra. A complicare ulteriormente la situazione è arrivata la risposta della Juventus e, a chiudere la querelle, l’intervento della questura nella giornata del 23 maggio. Sullo sfondo restano i timori per possibili scontri tra tifosi mentre raggiungono l’impianto a piedi, con le forze dell’ordine mobilitate per monitorare i flussi e prevenire incidenti.

Il caso del dress code e le reazioni ufficiali

Nei giorni precedenti alla gara il Torino FC ha inviato comunicazioni ai possessori di biglietto indicando che in determinati settori non sarebbero stati ammessi capi di abbigliamento riconducibili alla squadra ospite. La misura, motivata dal club come necessaria per la sicurezza, ha generato immediata perplessità: senza provvedimenti formali delle autorità, il singolo club non ha di norma il potere di impedire l’ingresso in base al colore di maglie o sciarpe. La reazione della Juventus è stata ufficiale e netta: il club bianconero ha espresso forte perplessità sul provvedimento, richiamando il principio secondo cui il diritto dei tifosi a partecipare non deve essere limitato senza indicazioni delle autorità competenti.

Intervento della questura e chiarimento

Il giorno 23 maggio la questura è intervenuta con una nota che ha ribadito come l’accesso ai settori sia regolato dalle norme di legge e che non è stato individuato alcun motivo di pubblico ordine per vietare l’ingresso con sciarpe, maglie o cappellini della squadra ospite. Durante un incontro del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto e aperto alle due società, è stato spiegato che non sussistono le condizioni per adottare restrizioni cromatiche. In sostanza, almeno sul piano formale, non ci sono divieti: resta però alta l’attenzione di chi gestisce la sicurezza.

Le tifoserie, gli striscioni e il rischio di contatti per strada

Il confronto tra le due tifoserie è sempre stato acceso e, nei giorni scorsi, gli ultras granata hanno esposto uno striscione dal contenuto esplicito che recitava “Per quelle merde nessuna pietà“, frase che alimenta la sensazione di un clima bellicoso. Tali manifestazioni di risentimento non sono soltanto sfottò: possono trasformarsi in scintille se gruppi di sostenitori si incrociano durante gli spostamenti a piedi verso lo stadio. Per questa ragione le forze dell’ordine hanno predisposto un dispositivo di monitoraggio già dal primo pomeriggio, controllando punti di ritrovo e percorsi più a rischio.

Precedenti e gestione temporale delle partite

Per ragioni di sicurezza, in passato il derby è stato spesso programmato in orari diurni proprio per semplificare la gestione dei flussi e ridurre le possibilità di scontri notturni. Tra i precedenti che pesano sulle valutazioni odierne ci sono anche episodi violenti avvenuti nelle vicinanze della Gran Madre circa due anni fa, che restano un monito per le autorità. Le strategie operative prevedono quindi una sorveglianza mirata sui percorsi a piedi, controlli sui punti di ritrovo e un coordinamento tra polizia, prefettura e società sportive per limitare le criticità.

Cosa aspettarsi il giorno della partita

Il derby del 24 maggio è atteso con il tutto esaurito e con l’attenzione puntata tanto sul risultato quanto sulla sicurezza. Le autorità hanno chiarito il quadro normativo, ma il senso di allerta non è scomparso: nelle ore precedenti al fischio d’inizio le forze di polizia monitoreranno movimenti, segnalazioni e comportamenti che possano degenerare. Allo stadio saranno presenti dispositivi per separare i diversi settori e personale addetto alle verifiche, mentre ai tifosi si chiede comportamento responsabile per evitare che incidenti esterni offuschino l’evento sportivo.

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