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Decima edizione del Festival Alta Felicità: cosa aspettarsi

Il Festival Alta Felicità a Venaus celebra dieci anni di attivismo con musica, dibattiti e manifestazioni, mentre le forze dell'ordine intensificano i controlli.

Decima edizione del Festival Alta Felicità: cosa aspettarsi

Il Festival Alta Felicità a Venaus organizzato dal Movimento No Tav celebra la sua decima edizione tra musica, dibattiti e manifestazioni di protesta. L’evento, che inizia il 23 luglio, si presenta come un momento di aggregazione culturale e resistenza civile attirando l’attenzione di migliaia di persone.

Controlli e allontanamenti in vista del festival

In previsione dell’evento, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli nella zona. Tre cittadini francesi sono stati allontanati dal territorio italiano per motivi di sicurezza pubblica. Fermati lungo la strada statale 24 il 23 luglio, nel loro veicolo sono stati trovati artifici pirotecnicistrumenti da scasso e materiale per il travisamento. Il prefetto ha emesso un decreto di allontanamento, convalidato dal tribunale di Torino.

Oltre ai tre cittadini francesi, un altro individuo è stato fermato alla stazione di Torino Porta Nuova con materiale esplodente e attrezzatura per il travisamento. Anche in questo caso, il questore di Torino ha emesso un foglio di via con divieto di ritorno per un anno.

Il programma del festival: musica, dibattiti e protesta

Il festival, presentato il 22 luglio a Borgata VIII Dicembre si apre con un’anteprima il 23 luglio alle 21 con le esibizioni di El Partydoi Lindal e Johnson Righeira. Il programma include anche presentazioni di libriincontri e dibattiti su temi di attualità come le tecnologie applicate alla guerra l’antifascismo il rapporto ambiente-lavoro e la crisi energetica.

La protesta continua

Il Movimento No Tav ha confermato che sabato pomeriggio ci saranno manifestazioni nei punti più sensibili della valle, dove i cantieri sono già stati aperti. Guido Fissore, portavoce del coordinamento dei Comitati No Tav, ha ricordato che le previsioni iniziali sul traffico merci sull’arco alpino erano di 22-23 tonnellate, ma alla fine si sono registrate meno di 3 milioni di tonnellate, giustificando così la lotta contro il Tav.

Un’oasi di speranza

Andrea Bonadonna, uno degli organizzatori storici, ha sottolineato che il festival è una grande festa popolare che crea protagonismo collettivo. “Se non sa ballare, non è la mia rivoluzione”, ha dichiarato, invitando tutti a partecipare. Il festival è un momento di gioia e resistenza, un granello di sabbia nell’ingranaggio di chi vuole devastare il territorio.

Michele Raffaele, responsabile della parte artistica, ha evidenziato che il festival unisce cultura, musica e stare insieme. Camilla, una giovane volontaria, ha parlato del crowdfunding per coprire le spese dell’evento, invitando tutti a contribuire o a dare una mano materialmente.

Il Festival Alta Felicità si conferma un appuntamento unico, dove musica, cultura e attivismo si intrecciano in un momento di resistenza pacifica e aggregazione.

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