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Comuni della valle Susa chiedono fondi per metro e trasporto locale invece della Avigliana–Orbassano

Comuni della valle Susa chiedono fondi per metro e trasporto locale invece della Avigliana–Orbassano

L'Unione montana Valle Susa e i Comuni di Avigliana, Caselette e Sant’Ambrogio richiedono il ritiro del progetto Avigliana–Orbassano, denunciando lacune tecniche, procedure che metterebbero i Comuni ai margini e la necessità di concentrare investimenti su metropolitana e trasporto locale.

Comuni della valle Susa chiedono fondi per metro e trasporto locale invece della Avigliana–Orbassano

L’Unione montana Valle Susa insieme ai Comuni di AviglianaCaselette e Sant’Ambrogio hanno formalizzato una richiesta di ritiro del progetto ferroviario Avigliana–Orbassanoparte della linea Tav Torino–Lione. Nel comunicato diffuso giovedì 18 giugno da Bussoleno gli amministratori sollevano dubbi sia sulla validità tecnica che sulle modalità procedurali che hanno accompagnato il deposito del progetto.

Al centro della critica c’è la richiesta di trasferire le risorse previste per la nuova tratta verso il completamento della linea 1 della metropolitana e la realizzazione della linea 2oltre a interventi di manutenzione e potenziamento delle infrastrutture ferroviarie esistenti.

Perplessità tecniche e cronologia degli studi

I firmatari contestano il quadro tecnico presentato da Rfisottolineando che il progetto preliminare risale a quindici anni fa e che il definitivo è arrivato solo dopo lo stesso arco temporale. Secondo gli amministratori, gli studi sui flussi di traffico e le soluzioni progettuali non sono stati aggiornati, mentre la rete viaria è cambiata sensibilmente nel frattempo. Per questo motivo definiscono l’elaborato come non tecnicamente approvabile e affermano che «la corrispondenza tra i due progetti, che è alla base dell’Intesa sulla localizzazione, non è dimostrabile né sul piano tecnico né su quello giuridico».

Critiche sui contenuti del documento depositato

Il giudizio sull’elaborato depositato da Rfi è netto: viene definito «Elaborato incompleto, cantieri descritti in modo generico», con elementi progettuali in contraddizione e aspetti chiave, come la cantierizzazione, trattati in maniera approssimativa. A sei mesi dal deposito, spiegano i Comuni, non è stato chiarito a cosa servirebbe concretamente una nuova linea tra Avigliana e lo scalo merci di Orbassanoconsiderata la presenza di un collegamento esistente.

Scenari economici e servizi ferroviari

Gli amministratori mettono in luce che la proposta della nuova tratta poggerebbe prevalentemente sull’ipotesi di un aumento dei servizi locali: «un raddoppio dei servizi che nessuno ha chiesto formalmente», dicono, e per il quale non sarebbe prevista una copertura economica. Aggiungono che il Commissario di Governo ha comunque avviato l’iter autorizzativo «in assenza delle risorse necessarie per costruire l’opera nel breve e nel medio periodo», con il rischio di impegnare tempo e risorse pubbliche senza benefici concreti per la mobilità quotidiana.

Richiesta di priorità sugli investimenti

La richiesta principale rivolta al Governo è di «Rivedere le priorità: prima metro e trasporto locale», destinando i finanziamenti verso interventi che migliorino l’accessibilità e la rapidità del trasporto pubblico per chi viaggia ogni giorno. Alla Regione Piemonte si chiede di esercitare pienamente i propri poteri, esprimendo un parere contrario all’intesa sulla localizzazione e in sede di Valutazione di impatto ambientalementre a Rfi viene richiesto il ritiro del progetto e la collaborazione per un piano di potenziamento delle linee esistenti.

Critiche al metodo e alla governance del procedimento

Oltre alle osservazioni tecniche, il comunicato segnala problemi procedurali: le norme legate alla Legge obiettivo e allo Sblocca-cantieri avrebbero, secondo l’Unione montana, relegato i Comuni «ai margini» delle decisioni. Il Comitato di supporto istituito dalla Regione viene descritto come un tavolo informale, senza il coinvolgimento delle direzioni tecniche regionali e privo di impegni vincolanti per Rfi e per il Commissario di Governo.

Per questo motivo le amministrazioni invocano il ritorno del confronto nella conferenza dei serviziindicata come «la sede tecnica corretta, dove discutere nel merito e con un vero contraddittorio», e ribadiscono che «Comuni ai margini, confronto torni nelle sedi ufficiali». La posizione finale racchiude un appello a rimettere in ordine le priorità e a rispondere «alle esigenze reali di cittadini e cittadine» con investimenti mirati.

La mobilitazione dell’Unione montana e dei tre Comuni porta così il dibattito sulla Avigliana–Orbassano su un piano tecnico e politico, ponendo questioni che toccheranno il Governola Regione Piemonte e Rfi nella fase successiva dell’iter autorizzativo e di valutazione.

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