La scomparsa di Carlo Petrini ha suscitato un’ampia ondata di cordoglio e riflessioni sulla sua opera. Il fondatore di Slow Food è morto la sera del 21 maggio 2026, lasciando una rete di iniziative che hanno trasformato il rapporto tra società, produzione alimentare e ambiente. Nei giorni successivi alla sua morte, la città di Bra e l’istituzione da lui promossa hanno organizzato le cerimonie pubbliche per permettere a cittadini, colleghi e istituzioni di portare l’ultimo saluto.
La sequenza delle celebrazioni è precisa: la camera ardente apre a Pollenzo dalle ore 9 del 23 maggio 2026, mentre il funerale civile è previsto per domenica 24 maggio 2026 alle 11:30 nel Quadrilatero dell’agenzia di Pollenzo, in piazza Vittorio Emanuele. Si tratta di un addio che si svolge nel luogo simbolo dell’università che Petrini contribuì a creare, un contesto che intreccia memoria personale e progetto collettivo.
Il commiato a Pollenzo: cerimonia, presenze e significato
La scelta di celebrare il rito nel Quadrilatero non è casuale: lì è nata l’idea dell’Università di Scienze Gastronomiche, inaugurata nel 2004, che ha formato migliaia di studenti provenienti da tutto il mondo. La cerimonia laica voluta per il 24 maggio 2026 punta a valorizzare il messaggio civico e culturale di Petrini, più che l’istituzione religiosa. Alla camera ardente, aperta il 23 maggio 2026, sono attesi rappresentanti delle istituzioni, compresi messaggi di cordoglio dalle massime cariche dello Stato, e una folla di cittadini che vogliono testimoniare l’affetto per chi ha promosso la centralità del cibo nella cultura pubblica.
Messaggi istituzionali e partecipazione pubblica
Tra gli omaggi ufficiali è giunto il cordoglio del Presidente della Repubblica, che ha riconosciuto il contributo di Petrini alla diffusione di una nuova consapevolezza sul rispetto dell’ambiente e sulla valorizzazione delle tradizioni locali. La partecipazione alle cerimonie è interpretata come un momento collettivo per riflettere su concetti come sostenibilità e biodiversità, elementi centrali della sua battaglia pubblica.
Un percorso di vita: dalle origini alle amicizie internazionali
La vicenda personale di Carlo Petrini passa per esperienze che mescolano attività civile, giornalismo e impegno culturale. Fondatore di Slow Food nel 1986 e promotore della rete internazionale Terra Madre, Petrini ha creato strumenti come l’Arca del Gusto, che ha catalogato 1.239 prodotti a rischio di scomparsa. Nel tempo ha costruito rapporti insoliti e profondi: dall’amicizia con Papa Francesco alle relazioni con leader culturali e politici di diversi paesi, fino a momenti conviviali che raccontano la sua idea di comunità condivisa attorno al cibo.
Incontri emblematici e racconti personali
Nell’ultima intervista ripubblicata a dicembre 2026 Petrini ricordava con affetto episodi come gli scambi di piatti tipici con figure internazionali e la partecipazione a eventi globali. Questi aneddoti servivano a illustrare un concetto che lui riteneva fondamentale: il cibo come linguaggio condiviso, capace di costruire relazioni e di sostenere pratiche agricole locali attraverso la promozione della qualità e della genuinità.
L’eredità pubblica e i progetti che restano
Il lascito di Petrini è tangibile su più fronti: dall’educazione al cibo alle campagne per la tutela della biodiversità, fino alla promozione della sovranità alimentare come principio politico e culturale. I progetti fondati o ispirati da lui, come l’università di Pollenzo e le Comunità Laudato si’ (2017), testimoniano la volontà di andare oltre l’assistenzialismo, puntando sulla formazione, sulla tutela delle pratiche agricole locali e su un approccio etico alla produzione alimentare.
Tra le iniziative in corso ci sono percorsi formativi rivolti a giovani e a persone migranti, progettati per integrare competenze professionali e responsabilità sociale: corsi gratuiti per l’inserimento nelle professioni della ristorazione sono uno degli esempi pratici di come l’eredità di Petrini continui a tradursi in politiche concrete. Il suo pensiero rimane dunque un punto di riferimento per chi lavora su cibo, ambiente e comunità.