10 Settembre 2026 ☁ 19°

Carcere di Torino, emergenza caldo: agenti e detenuti a rischio

Il carcere di Torino Lorusso e Cutugno è al centro di un'emergenza caldo, con temperature insostenibili che mettono a rischio la salute di agenti e detenuti.

Carcere di Torino, emergenza caldo: agenti e detenuti a rischio

Il carcere di Torino Lorusso e Cutugno sta vivendo una situazione critica a causa del caldo estremo. Le condizioni microclimatiche all’interno della struttura sono diventate insostenibili, mettendo a rischio la salute di agenti di polizia penitenziaria e detenuti.

L’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria (Osapp) ha denunciato condizioni lavorative incompatibili con i più elementari standard di sicurezza e benessere. Il caldo costante e le alte temperature stanno causando un grave disagio lavorativo e un concreto rischio da stress termico.

Agente accusa malore in mensa: l’emergenza diventa realtà

Nella giornata di venerdì 26 giugno, un’agente di polizia penitenziaria ha accusato un malore durante l’orario di lavoro nella mensa obbligatoria di servizio. La donna si è accasciata, perdendo i sensi, e ha dovuto essere soccorsa dal personale del 118. Questo episodio ha reso evidente l’urgenza di intervenire per migliorare le condizioni di lavoro all’interno del carcere.

L’Osapp ha richiesto un sopralluogo ispettivo urgente per verificare le condizioni microclimatiche e ha sollecitato l’adozione di misure urgenti e d’emergenza per fronteggiare le ondate di calore. Tuttavia, al momento, non risultano adottati interventi idonei a eliminare o ridurre significativamente la criticità segnalata.

Sovraffollamento e strutture inadeguate: un problema nazionale

Il problema del caldo estremo nelle carceri italiane non è limitato a Torino. Il sovraffollamento e le strutture inadeguate stanno aggravando la situazione in molte carceri del paese. Secondo l’ultimo rapporto dell’Associazione Antigone, al 30 aprile 2026, il tasso di sovraffollamento nelle carceri italiane ha raggiunto il 139,1%.

Samuele Ciambriello, portavoce della Conferenza nazionale dei garanti territoriali dei detenuti, ha denunciato che il caldo estremo sta diventando una seconda pena per i detenuti. Molti di loro, specialmente gli anziani e i malati cardiopatici, sono a rischio di infarti e suicidi durante l’estate. Ciambriello ha richiesto al ministero della Giustizia e al Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria di adottare misure urgenti per far fronte all’emergenza.

Le condizioni critiche del carcere di Sollicciano

Un caso significativo è quello del carcere di Sollicciano, dove la Procura ha richiesto il sequestro di sette sezioni a causa delle pessime condizioni igienico-sanitarie. Il Tribunale di Firenze ha emesso un decreto di sequestro preventivo, disponendo il trasferimento di quasi 250 detenuti che vivevano in condizioni disperate. Questo episodio ha messo in luce la necessità di interventi urgenti per migliorare le condizioni di detenzione in tutto il paese.

Il segretario nazionale del sindacato della polizia penitenziaria Cnpp-Spp, Mauro Nardella, ha paragonato gli istituti di pena a forni crematori sottolineando come l’architettura utilizzata negli anni ’80, con una preponderante quantità di acciaio e cemento, abbia reso le carceri ancora più inospitali. Nardella ha evidenziato che, nonostante gli sforzi dei direttori, la situazione è difficile da risolvere senza interventi strutturali.

La salute di agenti e detenuti non può essere sacrificata, e le autorità devono agire tempestivamente per affrontare questa critica situazione.

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