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Arrestato a Torino il ventenne sospettato di abuso su un dodicenne

Un giovane di 20 anni, sotto l’effetto di droga, ha confessato l’abuso su un dodicenne a Torino.

Arrestato a Torino il ventenne sospettato di abuso su un dodicenne

Venerdì 18 settembre la periferia nord di Torino è stata teatro di un grave episodio di violenza sessuale aggravata che ha coinvolto un minore di 12 anni. L’accaduto, avvenuto nel parco dell’Arrivore, ha rapidamente gettato luce su una dinamica premeditata e su un sospetto di età pari a venti anni, di origine egiziana.

Il fermato, senza fissa dimora e con precedenti per reati contro il patrimonio, era soggetto a un obbligo di firma, ma il giorno del fatto non si era più presentato alle autorità. Dopo una notte di interrogatorio, ha ammesso di aver commesso l’abuso mentre era sotto l’effetto di stupefacenti, confermando così la versione fornita dalla vittima.

L’arresto del sospetto e le prove raccolte

L’operazione di fermo è stata condotta congiuntamente dalla Squadra mobile della Questura di Torino e dal commissariato di Barriera Nizza. Gli agenti hanno intercettato il giovane il 21 settembre mentre percorrereva una via del quartiere in monopattino, il medesimo mezzo che aveva usato per attirare il bambino.

Dopo la sua presa in carico, è stato trasportato nella Questura, dove è stata confermata la sua identità. Il procedimento di fermo di indiziato di delitto è stato poi formalizzato dal pubblico ministero Eleonora Guerra, che ha disposto il trasferimento del detenuto al carcere Lorusso-Cutugno, in attesa dell’udienza di convalida.

Il ruolo delle telecamere di videosorveglianza

Le indagini hanno avuto una svolta decisiva grazie all’analisi delle telecamere di videosorveglianza poste nella zona del parco dell’Arrivore e lungo il percorso del monopattino. Le immagini hanno permesso di ricostruire i movimenti del sospetto, di riscontrare la presenza di un veicolo a due ruote e di verificare il suo spostamento verso il quartiere Barriera Nizza, dove è stato intercettato.

Testimoni oculari hanno inoltre riferito di aver visto il ventenne aggirarsi nelle vicinanze del parco poco prima dei fatti, fornendo un ulteriore tassello alla ricostruzione dell’accaduto.

La dinamica dei fatti secondo la testimonianza del minore

Il bambino ha raccontato di essere stato avvicinato con la scusa di un giro in monopattino. Il giovane gli avrebbe proposto di condividere il mezzo per “farsi un giro insieme”. Una volta arrivati al parco, il sospetto avrebbe iniziato a commettere più volte l’abuso, azione descritta dal piccolo con grande dettaglio.

Al termine dell’offesa, il ragazzo avrebbe offerto al minore un pacchetto di patatine e una Coca-Cola in un minimarket locale, come se nulla fosse accaduto. Poi, sotto gli occhi di alcuni amici del bambino, si sarebbe allontanato, lasciando la vittima estremamente scossa.

L’uso del monopattino come esca

Gli inquirenti hanno evidenziato come il monopattino sia stato lo strumento principale per guadagnare la fiducia del minore, sfruttando la curiosità tipica dei ragazzi di quell’età. Questa tattica è stata confermata anche da precedenti casi nella stessa città, dove i giovani aggressori avevano adoperato mezzi di trasporto simili per avvicinare le vittime.

Reazioni politiche e richieste di provvedimenti più duri

Il caso ha suscitato una forte presa di posizione da parte di diversi esponenti politici. La Lega ha richiesto l’avvio immediato di un tavolo per l’introduzione della castrazione chimica per stupratori e pedofili, ricordando una proposta avanzata da due anni. Il sottosegretario di Stato alla Giustizia, Andrea Ostellari, ha invece annunciato la costituzione di un tavolo tecnico per valutare misure sanitarie, incluso il blocco androgenico al fine di prevenire recidive.

In risposta, gruppi di destra hanno organizzato manifestazioni di protesta nella zona dell’Arrivore, con la presenza di rappresentanti di Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale, che hanno chiesto rastrellamenti e controlli più severi nelle aree dove si concentrano fenomeni di illegalità.

Nel frattempo, l’indagine continua a raccogliere ulteriori testimonianze e a monitorare eventuali collegamenti con altri reati sessuali avvenuti nella città negli ultimi mesi, come il caso di una tredicenne abusata in un minimarket di Borgo Vittoria.

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