La chiusura del Rifugio Fraternità Massi di Oulx, prevista per il 1 settembre ha messo in allarme le comunità locali e le associazioni che da anni operano in Val di Susa per l’accoglienza dei migranti. La struttura, gestita dalla Fondazione Talitacum cesserà l’attività di accoglienza notturna per importanti lavori di riqualificazione impiantistica ed energetica finanziati da fondazioni private.
Ma non tutto è perduto. Grazie a un incontro tra istituzioni e Terzo settore è stata trovata una soluzione temporanea. La Croce Rossa Italiana allestirà strutture mobili in un luogo alternativo, garantendo così rifugio notturno ai migranti in vista della prossima stagione autunnale ed invernale.
La collaborazione tra istituzioni e associazioni
La Prefettura di Torino ha giocato un ruolo cruciale nella gestione di questa emergenza. Oltre ad aver coordinato l’incontro tra le parti coinvolte, ha annunciato la presentazione di una candidatura per acquisire i fondi europei Fami in collaborazione con Ires Piemonte e il Consorzio socio assistenziale Conisa. L’obiettivo è strutturare una piena sinergia e coordinare al meglio le attività già in atto sul territorio.
All’incontro hanno partecipato la Regione Piemonte la Città metropolitana di Torino i Comuni di BardonecchiaCesana TorineseClaviere e Oulx insieme al Consorzio socio assistenziale Conisa e a diverse associazioni del Terzo settore, tra cui la Fondazione Talitacum l’Associazione Sentieri Solidali l’Associazione Diaconia Valdese e l’Associazione Rainbow For Africa.
Le richieste delle comunità locali
Nei giorni scorsi, i sindaci delle zone di confine e le associazioni presenti sul territorio avevano sollecitato un momento di confronto in Prefettura. La loro preoccupazione principale era affrontare le ripercussioni sui territori dell’interruzione della preziosa attività svolta negli anni dal Rifugio gestito dalla Fondazione Talitacum.
La chiusura del Rifugio Fraternità Massi rappresenta un cambiamento significativo per le centinaia di migranti che dal 2018 trovano rifugio dal freddo e dalla fatica degli inverni sulle Alpi. Tuttavia, grazie alla collaborazione tra istituzioni e associazioni, è stata trovata una soluzione temporanea che garantisce continuità ai servizi di accoglienza.
Il futuro dell’accoglienza in Val di Susa
La presentazione della candidatura per i fondi europei Fami rappresenta un passo importante per il futuro dell’accoglienza in Val di Susa. Con questi fondi, sarà possibile migliorare la qualità dei servizi e garantire un supporto più efficace ai migranti, in collaborazione con le associazioni locali.
Nel frattempo, la Croce Rossa Italiana sta lavorando per allestire le strutture mobili che sostituiranno temporaneamente il Rifugio Fraternità Massi. Questa soluzione permetterà di affrontare la prossima stagione invernale con maggiore serenità, garantendo un rifugio sicuro e accogliente per tutti i migranti che ne hanno bisogno.



