La vicenda che ha portato alla morte di Matilde Baldi20 anni, si è sviluppata attorno a un incidente occorso l’11 dicembre sulla tangenziale di Asti. Secondo gli atti acquisiti dalla Procura della Repubblica di Astiuna Porsche guidata da Franco Vacchina63 anni, ha tamponato la Fiat 500 su cui viaggiavano la madre Elvia e la figlia, provocando ferite gravissime a Matilde, che morirà tre giorni dopo il ricovero ad Alessandria. Nei documenti d’indagine compaiono elementi tecnici, conversazioni e ricostruzioni cinematica che chiariscono diversi aspetti della serata.
Le dinamiche d’impatto e i rilievi tecnici
La consulenza cinematica allegata al fascicolo ha stimato che, al momento della collisione, la vettura di Vacchina viaggiava a velocità comprese tra 200 e 212 km/hcon indicazioni generali di andatura oltre i 200 km/h. Il rapporto contiene la ricostruzione delle traiettorie e della dinamica dello scontro, elementi che hanno portato a contestare il reato di omicidio stradale aggravato per la presunta partecipazione a una gara di velocità. Nel fascicolo sono inoltre presenti le copie forensi dei cellulari degli indagati e il quadro probatorio che descrive i momenti immediatamente precedenti l’urto.
Parte delle evidenze tecniche
Nel materiale processuale è documentato che la Porsche di Vacchina urtò violentemente la Fiat 500 condotta da Elvia; la dinamica e le tracce presenti sulla sede stradale sono state ricostruite per valutare la responsabilità e la velocità di impatto. Le stime della consulenza hanno un ruolo centrale nelle contestazioni mosse dalla Procura, che ipotizza il coinvolgimento di un altro conducente in una competizione su strada con Vacchina, anch’egli indagato.
Le conversazioni e le reazioni nei giorni successivi
Nei giorni successivi all’incidente emergono dagli atti messaggi scambiati tra Vacchina e i suoi conoscenti che documentano atteggiamenti eccessivamente focalizzati sul danno alla Porsche. In chat acquisite agli atti lo stesso Vacchina scriveva, il 13 dicembre: “Tra il caos del lavoro e l’incidente di giovedì che ho distrutto la Gt3 nuova sono un po’ off”. In varie conversazioni compare la preoccupazione principale per l’auto: “La GT3 un po’ di danni, le due in macchina che ho centrato sono in ospedale”; un interlocutore rispondeva: “L’importante è che non ti sei fatto male, la macchina si aggiusta”.
Richieste di contatti e atteggiamenti verso le prove
Tra i messaggi ci sono anche tentativi di trovare contatti influenti e indicazioni per la gestione delle pratiche legate alla vettura: Vacchina si informava sui riferimenti istituzionali e alcuni amici suggerivano soluzioni tecniche per limitare l’impatto della segnalazione dei ricambi sulla banca dati del produttore. In un altro passaggio Vacchina affermava: “Tu mi conosci – come fai a credere che stessi facendo una gara, alle 20,15, con il traffico a palla?” mentre in altre chat minimizzava: “Sfiga – non sono un pilota di F1 ma sono 35 anni che guido Porsche. Non mi capacito ancora adesso come sia potuto succedere”.
Reazioni al decesso e tentativi di vicinanza
Quando arriva notizia della morte di Matilde l’imprenditore manifesta smarrimento e scrive: “Sono disintegrato, svuotato, morto dentro. I media e i social mi stanno denigrando e demolendo con una cattiveria inspiegabile”, allegando estratti di articoli e sostenendo di voler provare l’innocenza rispetto a quanto sostenuto dalle cronache. Gli atti registrano anche i tentativi di avvicinarsi alla saletta di rianimazione in ospedale, però gli accessi sono stati negati dal personale sanitario.
Nel fascicolo figurano anche messaggi tra altri indagati e testimoni che contribuiscono a ricostruire gli spostamenti e gli incontri della serata: indicazioni di presenze, di vetture coinvolte e di raggruppamenti di supercar partiti da punti della città. Tali conversazioni sono valutate insieme ai rilievi tecnici per definire le responsabilità e l’esatta dinamica dell’11 dicembre.
La vicenda rimane al centro dell’attenzione giudiziaria: la Procura della Repubblica di Asti ha raccolto elementi tecnici, dichiarazioni e file forensi che confluiranno nelle determinazioni processuali. Restano documentati i nomi delle persone coinvolte, la sequenza temporale degli eventi e le citazioni dirette che compaiono nelle comunicazioni ricostruite, elementi chiave per il prosieguo delle indagini.



