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Ballo in Bianco 2026: Torino ospita la grande lezione di danza con Roberto Bolle

Torino ha ospitato il Ballo in Bianco, l'evento di danza ideato da Roberto Bolle, con migliaia di giovani danzatori in piazza San Carlo. Un momento di celebrazione della danza e della passione collettiva.

Ballo in Bianco 2026: Torino ospita la grande lezione di danza con Roberto Bolle

Roberto Bolle ha guidato questa mattina in piazza San Carlo a Torino il Ballo in Biancouna grande lezione alla sbarra che ha coinvolto circa duemila allievi provenienti da tutta Italia. L’evento, realizzato con AssoDanza Italia e prodotto dalla Fondazione Bolle, ha trasformato la piazza in un palcoscenico a cielo aperto. Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2026.

L’appuntamento ha segnato la prima edizione torinese della manifestazione, dopo le precedenti tappe milanesi, e ha registrato un nuovo record di richieste con oltre tremila domande di iscrizione. Bolle ha spiegato: “Celebriamo la danza e la passione che ci unisce. I valori della bellezza, del lavoro, della disciplina, dell’impegno quotidiano, del sudore, della fatica”.

Record di partecipazione in piazza San Carlo

In piazza, tutti gli allievi dai 10 ai 30 annirigorosamente vestiti di bianco, hanno seguito al contempo le indicazioni dell’étoile e della prima ballerina della Scala Nicoletta Mannidando vita a una coreografia corale. La limitazione a venti partecipanti per scuola non ha impedito la presenza di gruppi arrivati anche da Sicilia, Puglia e Sardegna. Il sindaco Stefano Lo Russo ha definito l’iniziativa “un grande momento collettivo, gratuito, accessibile e inclusivo, per diffondere la gioia del ballo”.

Bolle, ricevuto in Comune, ha ribadito il legame con il capoluogo piemontese: “Per me è stato quasi naturale scegliere Torino, dopo Milano, come città per ospitare il Ballo in Bianco”. L’evento ha messo al centro la condivisione e la crescita degli allievi, riuniti in una delle piazze più iconiche della città, con la piazza trasformata in un immenso palcoscenico.

Organizzazione, orari e sicurezza

La giornata è iniziata con la convocazione dei partecipanti alle 7.30 nella Sala Carpanini di Palazzo Civicoprima dello spostamento in piazza per l’allineamento alla sbarra. La lezione vera e propria è iniziata alle 9.40 e ha avuto una durata di circa un’ora, in un’area riservata che ha garantito le necessarie misure di sicurezza. La manifestazione ha avuto il patrocinio della Città di Torino e della Film Commission Torino Piemontecon il contributo di Iren e Fondazione CRT.

La lezione è stata successivamente trasmessa su Rai1 il 14 giugno, con interviste a figure della comunità torinese come Susanna EgriCristina Chiabotto e Leonardo Bonucci. La produzione a cura della Fondazione Bolleinsieme ad AssoDanza, ha mirato a valorizzare il tessuto culturale cittadino e a promuovere la danza come linguaggio condiviso.

Il legame con Torino e le voci della città

La scelta di Torino si è legata alla storia artistica di Bolle, che ha mosso i primi passi al Teatro Regio e ha spesso riportato in città i suoi progetti. “Sempre una bellissima emozione” ha detto l’étoile, richiamando la dimensione quotidiana della disciplina che sorregge il palcoscenico. Per la città, l’evento ha rappresentato un volano di immagine e partecipazione, con migliaia di spettatori tra pubblico in piazza e telespettatori.

Accanto all’aspetto celebrativo, il sindaco Lo Russo ha rimarcato la necessità di parlare dei giovani in chiave positiva, educandoli al bello e alla cultura. L’iniziativa ha consolidato il ruolo di Torino come luogo di grandi raduni culturali, dopo aver ospitato spettacoli dell’étoile e aver partecipato ad appuntamenti di rilievo internazionale.

La riflessione sul futuro della danza

L’evento ha alimentato anche una riflessione sul futuro del settore in città. I sindacati dello spettacolo hanno rivolto un appello per la ricostituzione di un corpo di ballo stabile al Teatro Regio, sottolineando l’importanza di garantire opportunità ai giovani. “Celebrare la danza per un giorno è importante, ma garantirle una casa stabile e opportunità professionali per le nuove generazioni è ancora più importante”.

Il Ballo in Bianco ha così unito la dimensione popolare della partecipazione con un messaggio strutturale sul lavoro artistico. I duemila allievi, in piazza e in televisione, hanno mostrato il valore della formazione e della comunitàoffrendo una vetrina nazionale e un promemoria sulle prospettive professionali che la città e le istituzioni sono chiamate a sostenere.

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