Negli ultimi decenni il lago d’Ortabacino piemontese diviso tra le province del Verbano-Cusio-Ossola e di Novaraha mostrato segni evidenti di trasformazione ambientale. A partire dagli anni Settanta la temperatura delle acque è aumentata sensibilmente e questo cambiamento si è rivelato un fattore cruciale per la dinamica delle specie presenti nel lago. Contemporaneamente sono emersi elementi di pressione antropica lungo le sponde che hanno modificato habitat chiave per la fauna acquatica.
Questa analisi si basa sui risultati di un progetto triennale di ricerca avviato nel 2026chiamato Cusio 2030che ha riunito enti locali e istituzioni scientifiche per valutare lo stato della biodiversità e mettere in atto interventi di conservazione. I partner coinvolti includono la fondazione Compagnia di San Paolola Provincia di Novaral’Ecomuseo del lago d’Orta e Mottaronel’Irsa di Verbania e l’Associazione Amici del Fermi. Il progetto ha ricevuto un finanziamento di 340 mila euro.
Variazione termica e conseguenze per la fauna del lago d’Orta
Un dato che emerge con forza è che “la temperatura dell’acqua del lago d’Orta è cresciuta di più di due gradi centigradi” rispetto ai valori storici. Questo incremento termico ha creato condizioni più favorevoli per specie non native, in particolare il gambero della Louisianaspesso definito il gambero ‘killer’ per il suo impatto sugli equilibri lacustri. Alla combinazione tra acque più calde e l’assenza di predatori naturali si attribuisce la proliferazione di queste specie invasive, con effetti diretti sulla catena alimentare e sugli habitat riproduttivi delle specie autoctone.
Oltre al riscaldamento, il progetto ha documentato un aumento dell’impatto antropico sulle aree costiere rispetto al 2010con una progressiva trasformazione del perimetro del lago e consumo di suolo. Questo fenomeno è associato a una riduzione delle zone umide e dei cannetiambienti fondamentali come aree di nidificazione e rifugio per specie ittiche e avifauna. Infine, sono state rilevate microplastiche in tutti i corsi d’acqua affluenti del lagoun’indicazione della diffusione di inquinanti plastici anche in piccoli affluenti che alimentano il bacino.
Le azioni di ripopolamento e il ripristino degli habitat
Di fronte a queste criticità, Cusio 2030 ha avviato interventi concreti per sostenere la biodiversità acquatica. Una delle attività principali è stata l’immissione in acqua di materiali per la ricostituzione delle popolazioni ittiche: sono state rilasciate 310 mila uova embrionate e 120 mila avannotti di specie come la trota marmoratail luccio italicol’agone e il pigo. Questi numeri evidenziano uno sforzo significativo per rinforzare la componente riproduttiva delle specie autoctone e ridurre il divario demografico causato dalle pressioni ambientali.
Strutture sommerse per aumentare i rifugi ittici
Per incrementare le aree di rifugio e migliorare l’habitat sommerso sono state posizionate nel lago sei grandi legnaie sommersestrutture che offrono riparo ai giovani pesci e favoriscono la ripopolazione naturale. Queste installazioni funzionano come micro-habitat artificiale, aumentando la complessità strutturale del fondale e contribuendo a contrastare la perdita dei canneti documentata lungo le sponde.
Oltre all’intervento biologico e strutturale, Cusio 2030 ha valutato gli impatti socio-economici delle attività: tra i settori che beneficeranno vi è la pesca dilettantistica. È previsto che circa la metà del costo complessivo del progetto verrà recuperata mediante l’emissione di licenze di pesca nell’arco di dieci annicon una stima di un incremento medio del 15-20% dell’incasso dalle licenze annuali nella zona del Cusio. Questo legame tra conservazione e ritorno economico locale è uno degli aspetti pratici che motivano ulteriori azioni sul territorio.
Nel complesso, il lavoro avviato dal progetto mette in evidenza come il mutamento delle condizioni ambientali del lago d’Orta richieda interventi coordinati: monitoraggio della temperatura e delle specie, riduzione della perdita di aree umide, controllo delle microplastiche e misure di ripristino della fauna ittica rimangono tutte attività complementari e necessarie per tutelare questo ecosistema.



