8 Giugno 2026 🌤 20°

Giovane di 17 anni trovato senza vita nel torrente Chisone a Pinerolo

Un ragazzo di 17 anni, Pasquale Sarli, è stato travolto dalla corrente del torrente Chisone e ritrovato privo di vita a valle del ponte San Martino; le ricerche del 1 giugno 2026 hanno coinvolto numerose squadre specializzate.

Giovane di 17 anni trovato senza vita nel torrente Chisone a Pinerolo

Una serata di divertimento in riva al fiume si è trasformata in tragedia: il torrente Chisone, nel territorio di Pinerolo, ha inghiottito un giovane di 17 anni, il quale è stato trasportato via dalla corrente e recuperato senza vita dopo lunghe ricerche. L’episodio è avvenuto il 1 giugno 2026 e ha scosso le comunità locali, in particolare il paese di Porte, dove il ragazzo risiedeva.

La dinamica dell’incidente

Secondo le ricostruzioni raccolte, il giovane identificato come Pasquale Sarli si trovava con alcuni amici su una roccia lungo la riva del corso d’acqua, in un tratto compreso tra il ponte Palestro e il ponte San Martino. Mentre cercava di recuperare una ciabatta è scivolato e subito è stato trascinato dalla forza dell’acqua. I presenti hanno tentato di soccorrerlo, ma la corrente si è rivelata troppo potente: il ragazzo non è più riemerso, e l’allarme è stato lanciato tempestivamente.

Punto di ultimo avvistamento e primo intervento

Le ricerche sono iniziate dal punto di ultimo avvistamento, una procedura standard in casi di annegamento per concentrare le operazioni. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Pinerolo, che hanno coordinato le operazioni con altre specialità. Il primo sopralluogo ha permesso di orientare la perlustrazione in direzione valle, seguendo il naturale corso dell’acqua e le possibili correnti che avrebbero potuto trasportare la persona scomparsa.

Il dispiegamento dei soccorsi

Le operazioni di ricerca hanno visto l’impiego di un ampio dispositivo: il nucleo SAF (Speleo-Alpino-Fluviale) di Torino, i sommozzatori elitrasportati dal velivolo Drago del Reparto Volo Piemonte, il nucleo cinofili dei Vigili del Fuoco regionale e il Soccorso alpino. L’attivazione simultanea di questi reparti ha permesso di scandagliare sia le sponde che il corso d’acqua, nonché le zone più impervie dove le correnti possono creare pericolosi vortici.

Strategie operative e difficoltà

Il tratto interessato è conosciuto come particolarmente insidioso: presenza di sbarramenti e punti di ristagno creano gorghi che aumentano il rischio per chi entra in acqua. Le squadre hanno quindi privilegiato metodiche di sicurezza per evitare altri incidenti, impiegando anche l’elicottero per sorvolare l’area e individuare segnali visivi che potessero orientare i soccorritori. Nonostante l’ampio dispiegamento, il ritrovamento è avvenuto a circa 600 metri a valle del Ponte San Martino, in prossimità di uno sbarramento dove il corpo si era incagliato.

Esito delle ricerche e reazioni locali

Il recupero del corpo senza vita è stato confermato nella serata del 1 giugno 2026. Le autorità presenti hanno proceduto ai rilievi e agli accertamenti necessari per chiarire esattamente la dinamica dell’incidente; sul posto erano anche i Carabinieri e i sanitari del 118. La notizia ha lasciato la comunità di Porte e i compagni di scuola nel dolore, con il sindaco che ha richiamato l’attenzione sulla pericolosità del tratto conosciuto come il gorgo della Malanna.

La memoria e le precauzioni

La tragedia riporta all’attenzione pubblica il tema della sicurezza in ambienti fluviali: l’acqua che appare calma può nascondere riflussi e avvallamenti pericolosi. Le autorità locali, oltre alle indagini, stanno valutando campagne di informazione per ricordare ai cittadini i rischi e le misure di maggiore prudenza quando si frequentano rive e scogliere, soprattutto nelle giornate calde quando il richiamo a rinfrescarsi può indurre comportamenti azzardati.

Conclusioni e prospettive

Resta il dolore per la perdita di un ragazzo di 17 anni e l’impegno delle istituzioni a chiarire tutte le circostanze dell’accaduto. Il coinvolgimento di numerosi corpi specialistici evidenzia come, in situazioni di emergenza fluviale, la coordinazione tra soccorritori sia fondamentale per ottenere risultati rapidi, anche se purtroppo non sempre sufficienti a evitare esiti drammatici. La comunità continuerà a ricordare il giovane e ad approfondire azioni concrete per prevenire eventi simili in futuro.

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