La sera del 31 maggio un’esperienza in grotta per un gruppo di esploratori ha preso una piega critica quando uno speleologo di 20 anni è rimasto bloccato con la gamba incastrata sotto un masso nella cavità nota come Grotta dei Cinghiali Volanti, sul territorio di Garessio. L’allarme è scattato intorno alle 17:00 e le operazioni di soccorso si sono protratte fino alla mattina seguente, con il giovane che è stato poi trasferito in ospedale per controlli.
Il ritrovamento e le prime fasi dell’intervento
Le prime squadre del Soccorso Alpino e Speleologico hanno raggiunto lo speleologo nelle ore serali. L’uomo, di nazionalità italiana e residente nella zona del Finalese ligure, era cosciente e collaborativo ma aveva un arto inferiore bloccato da un masso. Per l’accesso alla zona interessata è stata necessaria la mobilitazione di personale con esperienza in ambienti ipogei e di specifiche figure tecniche, come i disostruttori, addestrati a valutare e rimuovere o movimentare ostruzioni in spazi ristretti.
Condizioni nello spazio sotterraneo
La grotta si sviluppa in più ambienti, con passaggi stretti e salti interni che complicano la movimentazione di persone e attrezzature. I soccorritori hanno descritto la cavità come una successione di meandri e sale, con tratti dove la presenza di massi rende particolarmente impegnativa ogni operazione. In questo contesto, la valutazione iniziale ha stabilito che l’arto dell’infortunato era intrappolato da un blocco roccioso il cui peso è stato stimato intorno ai 250 kg.
La tecnica impiegata e l’organizzazione delle squadre
Per liberare la gamba senza provocare ulteriori danni né allargare i passaggi interni, i soccorritori hanno deciso di impiegare una soluzione poco convenzionale per interventi reali ma testata in esercitazioni: una serie di materassini pneumatici. Questa tecnica permette di sollevare o inclinare progressivamente un peso distribuendo la pressione e riducendo il rischio di fratture o movimenti improvvisi della roccia.
Coordinamento e logistica
L’operazione ha coinvolto oltre 50 operatori provenienti da diverse regioni del Nord Italia, insieme a personale sanitario del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino. La rapidità di schieramento è stata favorita dalla collaborazione con Azienda Zero Piemonte e dalle istituzioni locali, che hanno facilitato il trasferimento di risorse e materiali. Secondo i responsabili, se fosse stata adottata la soluzione della barella per l’estrazione, l’intervento avrebbe richiesto giorni per consentire l’ampliamento dei passaggi stretti.
Il momento della liberazione e gli esiti
All’alba del 1 giugno 2026, intorno alle 5:40, la procedura con i materassini pneumatici ha permesso di spostare gradualmente il masso e liberare l’arto del ventenne. L’approccio graduato ha ridotto i rischi per il paziente e ha consentito ai sanitari di stabilizzare le condizioni prima della risalita. Una volta fuori dalla cavità, lo speleologo è stato affidato a un’ambulanza e trasportato al presidio ospedaliero di Mondovì per accertamenti alla gamba interessata dalla caduta del masso.
Valutazioni dei responsabili del soccorso
Daniele Fontana, vicepresidente regionale del Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte, ha sottolineato la difficoltà di prevedere la durata di interventi in ambienti sotterranei e ha elogiato la tempestività e la collaborazione tra enti. Ha inoltre ricordato come la tecnica dei materassini fosse stata impiegata finora essenzialmente in addestramenti, e che la riuscita dell’operazione rappresenta un punto di apprendimento importante per futuri interventi.
La grotta: caratteristiche e raccomandazioni
La grotta dei Cinghiali Volanti, scoperta nel 2007 secondo il Catasto speleologico piemontese e valdostano, si estende per alcune centinaia di metri e raggiunge profondità superiori ai 120 metri. L’ingresso si trova a oltre 1.200 metri di quota e per accedervi è necessario percorrere un tratto a piedi dopo una strada sterrata. La conformazione interna alterna meandri stretti, salti e sale più ampie, alcune delle quali ospitano accumuli di massi fino alle zone più profonde.
Precauzioni per gli esploratori
Gli esperti raccomandano prudenza nella frequentazione della cavità, specialmente nel periodo invernale indicato nelle note speleologiche. La presenza di pipistrelli e di passaggi delicati suggerisce di limitare le visite e di agire sempre in gruppo con personale esperto e attrezzature adeguate. La vicenda del 31 maggio evidenzia come anche speleologi esperti possano incorrere in imprevisti e quanto sia cruciale il coordinamento tempestivo dei soccorsi.



