8 Giugno 2026 ☁ 25°

Giovane speleologo intrappolato in grotta a Garessio: operazione di soccorso in corso

Un giovane speleologo ligure è fermo a 120 metri nella Grotta dei Cinghiali Volanti: un masso gli ha immobilizzato una gamba e squadre specializzate del Soccorso alpino e speleologico sono al lavoro per il recupero.

Giovane speleologo intrappolato in grotta a Garessio: operazione di soccorso in corso

Un intervento complesso è in corso all’interno della Grotta dei Cinghiali Volanti, nel territorio di Garessio, dove uno speleologo di circa vent’anni originario della Liguria è rimasto bloccato a circa 120 metri di profondità. L’uomo è cosciente e collabora con i soccorritori, ma una grossa roccia gli impedisce di muovere una gamba, rendendo necessaria una strategia di recupero articolata.

Il nucleo dell’incidente e la prima risposta

Secondo le informazioni fornite dai presenti, il giovane era in grotta con un gruppo di escursionisti speleologi quando, giunto in un tratto profondo della cavità, un masso si sarebbe staccato al suo passaggio. I compagni hanno immediatamente allertato i soccorsi: il Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico ha mobilitato delegazioni di Piemonte, Liguria e Lombardia e i primi tecnici sono entrati nella grotta per valutare la situazione.

Condizioni del ferito e supporto sanitario

Il giovane è assistito da personale sanitario specializzato del soccorso speleologico: otto medici e operatori sanitari sono impegnati all’interno del dispositivo. La presenza di sanitari preparati a operare in ambiente ipogeo permette di monitorare costantemente le condizioni cliniche e di aggiornare la strategia di estrazione in funzione dell’evoluzione dello stato fisico dell’infortunato. Per mantenere il contatto con l’esterno è stata predisposta inoltre una linea telefonica interna alla cavità.

Il piano di recupero: tecniche e precauzioni

Le operazioni di recupero richiedono tempi e cautela: i tecnici specializzati, compresi gli otto disostruttori, stanno valutando due direttrici operative parallele. Da un lato si lavora per ridurre le dimensioni del masso che immobilizza la gamba, con interventi di rimozione controllata della roccia; dall’altro si stanno ampliando alcuni passaggi della cavità per garantire, se necessario, il transito di una barella durante l’evacuazione.

Le difficoltà del contesto ipogeo

La Grotta dei Cinghiali Volanti fa parte del sistema carsico della Rocca d’Orse, in Val d’Inferno, una zona caratterizzata da conformazioni franose e strettoie che complicano l’accesso e le manovre di soccorso. Operare a 120 metri di profondità significa affrontare vincoli logistici come la limitata luce naturale, gli spazi angusti e la necessità di tecniche specifiche di progressione e corda. Per questo motivo è fondamentale l’impiego di personale formato e di attrezzature specialistiche.

Risorse mobilitate e coordinamento

All’intervento partecipano complessivamente circa 42 tecnici del Soccorso speleologico, accompagnati dalla commissione medica e da personale dei Vigili del Fuoco volontari di Garessio e dal nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale) di Cuneo. La sinergia tra delegazioni regionali e le figure specialistiche è pensata per gestire in sicurezza tutte le fasi: dall’assistenza medica sul posto alla successiva estrazione e trasporto verso l’esterno.

Tempi e scenari possibili

Gli operatori non escludono che le attività possano protrarsi per molte ore, includendo la notte: il ritmo dipenderà dall’esito delle operazioni di riduzione della roccia e dall’eventuale necessità di creare passaggi più ampi per il trasferimento del ferito. Ogni fase viene preceduta da una valutazione dei rischi per garantire sia la sicurezza dello speleologo sia quella degli operatori impegnati nel recupero.

Il contesto geologico e la storia della grotta

La cavità interessata rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati e per le ricerche speleologiche della zona: scoperta dallo Speleo Club Tanaro nell’autunno del 2007, la grotta ha consentito l’esplorazione di antichi livelli freatici e si sviluppa sotto il Garb della Donna Selvaggia, un’altra importante cavità del sistema. Le caratteristiche geologiche rendono l’area affascinante ma anche potenzialmente insidiosa per chi la frequenta.

Gli aggiornamenti sulle condizioni dello speleologo e sull’esito delle operazioni saranno comunicati non appena disponibili dalle autorità competenti. Nel frattempo, le squadre continuano a operare con tecniche specifiche per ambiente ipogeo e con la massima cautela per portare a termine un recupero sicuro e coordinato.

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