Sul Lago di Viverone, in un’azione simbolica e concreta, la Lega Navale Italiana – Sezione di Torino ha lanciato un’iniziativa pensata per rendere la vela accessibile a persone con mobilità ridotta. L’evento ha visto il varo della prima imbarcazione Hansa 303 della sezione, progettata per offrire autonomia, stabilità e sicurezza a chi ha esigenze di accessibilità.
La giornata non è stata solo una cerimonia: dopo il lancio in acqua si sono svolte dimostrazioni pratiche con atleti con disabilità che hanno mostrato come le soluzioni tecnologiche e operative possano trasformare la pratica velica in un’esperienza concreta di partecipazione.
Un progetto e i suoi obiettivi
Il programma denominato “Tutti a bordo senza barriere” intende abbattere ostacoli architettonici e culturali per fare della Base Nautica di Viverone un riferimento per l’accessibilità velica. Oltre al varo della barca, il piano include interventi sui percorsi di accesso, sistemi di movimentazione assistita e il potenziamento della flotta con mezzi pensati per persone con mobilità ridotta. L’idea fondamentale è che lo sport sia uno strumento di inclusione sociale e autorealizzazione.
Perché la Hansa 303 è importante
La Hansa 303 è una imbarcazione progettata specificamente per garantire facilità d’uso e stabilità anche a bordo di persone con limitazioni motorie. Grazie a caratteristiche tecniche mirate, consente a chi la usa di mantenere una maggiore indipendenza nella gestione della navigazione. L’adozione di questa barca rappresenta un passo pratico verso una maggiore accessibilità nello sport nautico.
Momenti chiave dell’evento
La mattinata del 30 maggio 2026 è stata scandita da momenti istituzionali e dimostrativi: il varo dell’imbarcazione all’Hotel Marina di Viverone, le prove in acqua condotte dagli atleti della sezione e gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni locali e delle associazioni partner. Le dimostrazioni hanno permesso ai presenti di vedere in azione le soluzioni tecniche e i vantaggi pratici per i partecipanti con disabilità.
Presenze istituzionali e partner
All’iniziativa hanno partecipato rappresentanti delle Istituzioni e diverse realtà del territorio, a testimonianza dell’ampio sostegno al progetto. Tra i presenti c’erano la consigliera metropolitana Caterina Greco, la vicesindaca di Viverone Laura Molinari, e figure del mondo velico come Davide Ponti, presidente della 15ª Zona FIV. Hanno inoltre sostenuto l’iniziativa il Lions Club Biella Host e l’Unioni Cechi di Torino, insieme a enti locali quali Regione Piemonte, Città metropolitana, Comune di Torino, Provincia e Comune di Biella.
Impatto sul territorio e prospettive future
L’intento è che il progetto non resti un evento isolato ma diventi un percorso continuativo. Lavori per eliminare le barriere architettoniche e per rendere accessibili i percorsi verso la struttura sono parte integrante della strategia. Inoltre, il rafforzamento della flotta con imbarcazioni progettate per l’accessibilità e la formazione di operatori specializzati vogliono rendere la Base Nautica di Viverone un modello replicabile anche in altre realtà del Piemonte.
Sport, autonomia e inclusione sociale
La vela viene proposta come disciplina capace di favorire autonomia, fiducia e senso di gruppo. Come ha osservato la consigliera metropolitana, per avanzare con la vela sono necessari equilibrio, fiducia e capacità di seguire il vento: rendere questa esperienza accessibile significa offrire opportunità concrete di libertà e partecipazione a persone che spesso incontrano barriere in altri ambiti della vita quotidiana.
Il progetto richiama l’attenzione su come infrastrutture adattate, tecnologie appropriate e una rete di istituzioni e associazioni possano convergere per trasformare attività sportive in occasioni di inclusione sociale. L’obiettivo a medio termine è consolidare la Base Nautica di Viverone come punto di riferimento per la vela inclusiva, con servizi e percorsi pensati per tutte le persone.
In sintesi, il varo della Hansa 303 non è stato solo un gesto simbolico: è l’avvio di un percorso operativo che punta a cambiare la pratica velica sul lago, rendendola accessibile e sicura per chi ha mobilità ridotta e promuovendo così una cultura dello sport più equa e partecipata.