30 Maggio 2026 ☁ 25°

Ordinanza Piemonte: misure anticipate per i lavoratori esposti al sole

La Regione Piemonte ha deciso di far entrare in vigore in anticipo un'ordinanza che estende tutele ai lavoratori all'aperto per fronteggiare ondate di calore e sforzi prolungati sotto il sole

Ordinanza Piemonte: misure anticipate per i lavoratori esposti al sole

Di fronte a un’ondata di caldo anomalo la Regione piemonte ha scelto di anticipare l’entrata in vigore di un provvedimento già adottato negli anni precedenti per proteggere chi svolge attività all’aperto. La decisione, formalizzata con la firma del presidente e dell’assessore alla Sanità, punta a ridurre i rischi per i lavoratori più esposti alle alte temperature, garantendo al contempo la continuità delle attività produttive.

Perché l’ordinanza è stata anticipata

La scelta di attivare prima le misure nasce dall’osservazione di temperature eccezionali registrate nei giorni immediatamente precedenti e dalla consapevolezza che il caldo estremo non è più un evento isolato ma una condizione sempre più frequente. L’anticipazione consente alle imprese e ai lavoratori di organizzarsi tempestivamente: turni, pause e misure di prevenzione possono essere pianificati con anticipo per ridurre il rischio di colpi di calore, affaticamento e malori legati all’esposizione prolungata al sole.

Obiettivi della misura

L’ordinanza ha l’obiettivo principale di tutelare la salute dei lavoratori più vulnerabili, con particolare attenzione a chi svolge attività in prossimità diretta di irraggiamento solare o sotto sforzo fisico intenso. Tra gli scopi dichiarati: limitare gli incidenti legati alla stanchezza, migliorare le condizioni di lavoro e fornire indicazioni pratiche alle aziende per adeguare l’organizzazione dei cantieri, dei campi e dei punti di consegna.

Settori coinvolti e categorie interessate

Il provvedimento si applica a diversi ambiti produttivi caratterizzati da esposizione esterna e impegno fisico. In particolare, sono richiamati il settore agricolo, quello florovivaistico, l’edilizia, la logistica inclusi i rider e le attività delle cave. Tuttavia, la formulazione è ampia e copre in generale tutti i lavoratori esposti a sforzo fisico intenso o a una prolungata esposizione al sole, indipendentemente dal tipo di contratto o dalla dimensione dell’impresa.

Implicazioni pratiche per i settori

Per i datori di lavoro ciò significa rivedere turnazioni, predisporre aree d’ombra e punti di rifornimento idrico, e aumentare la sorveglianza sanitaria sul posto di lavoro. I rider e gli operatori logistici, spesso soggetti a ritmi serrati, possono beneficiare di pause programmate e di istruzioni specifiche per la conservazione della sicurezza personale durante l’esposizione al calore. Nei cantieri e nei campi agricoli, invece, l’accento è posto su una corretta programmazione delle attività nelle ore meno calde della giornata e sulla formazione dei lavoratori rispetto ai segnali di allarme del corpo.

Le parole delle istituzioni

Il provvedimento è stato firmato dal presidente della Regione e dall’assessore alla Sanità, che hanno motivato la scelta come una misura preventiva necessaria. Hanno sottolineato come l’anticipazione non sia un’azione isolata ma parte di una prassi adottata negli ultimi anni per rispondere prontamente alle ondate di calore. La comunicazione istituzionale mette in evidenza sia la tutela della salute pubblica che la volontà di non interrompere l’attività economica, trovando un equilibrio tra protezione dei lavoratori e funzionalità produttiva.

Messaggio rivolto a imprese e lavoratori

Le autorità invitano le aziende a utilizzare il tempo disponibile per adeguare i piani di sicurezza e richiedono ai lavoratori di seguire le indicazioni preventive. In caso di caldo anomalo, si raccomanda di privilegiare pause frequenti, idratazione regolare, vestiti adeguati e di segnalare prontamente eventuali sintomi di malessere. Il successo delle misure dipende da una corresponsabilità tra istituzioni, datori di lavoro e persone sul campo.

Cosa cambia nella pratica e quali sono le prospettive

In concreto l’anticipo dell’ordinanza permette di attivare immediatamente procedure operative già testate nelle estati precedenti: protocolli per la gestione delle emergenze, cartellonistica informativa e l’adozione di layout di lavoro che minimizzino l’esposizione diretta al sole durante le ore di punta. A medio termine, la Regione invita a considerare il fenomeno del caldo estremo come una componente strutturale del quadro climatico, suggerendo agli attori economici di integrare misure di adattamento nelle normali pratiche aziendali.

La misura è pensata per essere flessibile e attivabile in tempi rapidi in caso di nuove ondate di calore, con l’obiettivo di ridurre al minimo i rischi per la salute e mantenere la produttività. La speranza delle istituzioni è che una prevenzione organizzata e condivisa riduca gli impatti negativi sulle persone e sulle attività produttive, trasformando l’anticipazione in una pratica consolidata per fronteggiare il cambiamento climatico e le sue ripercussioni sul lavoro.

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