Sabato 7 novembre la città di Torino è diventata il palcoscenico di una manifestazione di ampia partecipazione, inquadrata nella più ampia ondata di proteste nazionali contro l’inflazione, la guerra e le politiche di riarmo. L’evento è stato organizzato a seguito di un’assemblea cittadina tenutasi al Campus Luigi Einaudi, dove studenti, rappresentanti sindacali e collettivi hanno tracciato le linee della mobilitazione. La manifestazione è stata preventivamente comunicata alla Questura e si è inserita in un calendario di cortei simultanei in diverse città italiane.
Il corteo parte da piazza Castello alle 15:00
Il punto di partenza è stato piazza Castello, dove alle ore 15:00 i manifestanti hanno iniziato la marcia. Il gruppo, compreso da cittadini, studenti e lavoratori, ha scandito la sua presenza con cartelli che condannavano il costo della vita crescente, gli affitti esorbitanti e i tagli agli interventi pubblici nella sanità e nell’istruzione. L’avanzata è stata accompagnata da cori collettivi e da un clima di determinazione, consolidato sulla base di precedenti mobilitazioni avvenute nelle settimane appena trascorse.
Il percorso attraverso il centro e la zona nord
Il percorso prevede una discesa lungo via Po, proseguendo verso piazza Vittorio Veneto, per poi immettersi in via Vanchiglia. Da qui il corteo si dirige verso corso San Maurizio, attraversa corso Regina Margherita e passa accanto a piazza della Repubblica (parte del tracciato originale). La marcia culmina infine in piazza Crispi, dove i manifestanti hanno concluso la manifestazione con una breve assemblea aperta a tutti i partecipanti. Il tragitto è stato progettato per coinvolgere sia il centro storico sia la zona nord della città, garantendo così una visibilità capillare su più quartieri.
Le realtà che hanno aderito alla protesta
Numerose organizzazioni hanno espresso pubblicamente la loro partecipazione al corteo. Tra queste figurano Cobas, l’Assemblea studentesca CPS, il collettivo Cambiare Rotta, Torino è contro il riarmo, Torino per Gaza e la Scuola per la Pace Torino. Il coordinamento è stato affidato a Torino in piazza, una rete locale dell’associazione Italia in piazza, nata con l’obiettivo di unire le diverse forze sociali impegnate nella difesa dei diritti civili e nella promozione della pace. La presenza di questi gruppi ha garantito una pluralità di voci, dal settore studentesco a quello dei lavoratori, passando per gli attivisti per la pace internazionale.
Slogan, forza e continuità della protesta
Durante l’evento è stato liricato il motto “Noi la guerra non la paghiamo”, citato più volte da chi ha guidato i gruppi di manifestanti. Questo slogan, divenuto simbolo della giornata, è stato scandito sia al momento dell’avanzata dal corteo principale che in un secondo spezzone che ha raggiunto nuovamente piazza Castello nel pomeriggio, in risposta al precedente passaggio della marcia. Le autorità hanno mantenuto un alto livello di vigilanza, con presidi di ordine pubblico e ordini prefettizi che vietavano l’uso di oggetti contundenti nelle zone interessate. Nonostante la presenza della polizia, i manifestanti hanno mantenuto un comportamento pacifico, concentrandosi su richieste concrete: una riduzione dei prezzi, la fine dei finanziamenti al riarmo e il ripristino dei servizi pubblici fondamentali.
Prospettive e prossime iniziative
Gli organizzatori hanno già annunciato l’intenzione di proseguire la mobilitazione nelle settimane successive, con ulteriori cortei e assemblee distribuiti in diversi quartieri di Torino. L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere alta la pressione su temi cruciali quali il diritto alla casa, la tutela della sanità pubblica e il continuo finanziamento alle forze armate. La rete Torino in piazza ha invitato i cittadini a iscriversi a canali di comunicazione digitale per ricevere aggiornamenti su orari, percorsi e nuove iniziative. La manifestazione del 7 novembre ha rappresentato non solo un momento di denuncia, ma anche l’avvio di un percorso di attivismo costante volto a trasformare le richieste in decisioni politiche concrete.



