Il Teatro Alfieri di Torino si prepara ad ospitare uno spettacolo intimo e riflessivo: il 13 e il 14 novembre arriva la prima nazionale di Prima della Prima – Il mio viaggio nei sentimenti, un one man show in cui Filippo Bisciglia apre le porte del proprio camerino per trasformarlo in palcoscenico. Lo spettacolo, prodotto da Fabrizio di Fiore Entertainment e FdF Gat, è diretto da Siddhartha Prestinari e propone una narrazione che alterna risate e momenti di sincera emozione.
Nella scenografia del camerino, gli oggetti quotidiani diventano elementi narrativi: fotografie, copioni, amuleti e costumi si animano nel racconto delle ore che precedono l’entrata in scena. La struttura drammaturgica è pensata per accompagnare il pubblico dietro le quinte, mettendo al centro non solo il lavoro dell’artista ma anche le sue fragilità e i suoi ricordi, e trasformando la routine pre-spettacolo in un percorso emotivo guidato dalla musica e dall’ironia.
Il concept dello spettacolo e la messa in scena al Teatro Alfieri
Il nucleo dello spettacolo è il dietro le quinte: le telefonate dell’ultimo minuto, le visite inattese, le prove che si interrompono per piccoli contrattempi e i rituali personali che precedono il debutto. In questo contesto, il camerino assume la funzione di luogo scenico principale, dove ogni oggetto diventa un possibile spunto narrativo e strumento di espressione. La scelta di concentrare la storia nelle ore immediatamente precedenti al debutto permette di costruire un ritmo che fonde tensione e leggerezza, mettendo il pubblico a contatto con l’attesa e la preparazione emotiva dell’artista.
Elementi creativi e contributi artistici
La componente musicale ha un ruolo centrale nella messa in scena: la direzione musicale è affidata a Ivan Lazzara, che cura gli arrangiamenti e gli inserti sonori che accompagnano i diversi momenti della narrazione. Le coreografie, firmate da Ilir Shaqiri, intervengono per valorizzare i passaggi più dinamici della rappresentazione e per dare corpo ai ricordi e alle suggestioni evocati dal protagonista. Nel corso dello spettacolo non manca un omaggio a Franco Califano, inserito come momento musicale che bilancia scene più leggere con passaggi di maggiore introspezione.
La proposta artistica: tra autobiografia e spettacolo
Abituato a raccontare i sentimenti degli altri attraverso la televisione, Bisciglia qui ribalta la prospettiva e porta il proprio mondo umano direttamente sotto i riflettori. Il testo alterna aneddoti autobiografici, confessioni e battute ironiche, costruendo un percorso che punta a mostrare la persona dietro il personaggio pubblico. Il pubblico viene così invitato a seguire non solo la preparazione tecnica dello spettacolo, ma anche il lento emergere delle emozioni e dei ricordi che accompagnano l’artista.
Il tono e l’esperienza per il pubblico
Il tono generale varia tra il comico e il riflessivo, con momenti volutamente leggeri che si alternano a sequenze più intime. Questo equilibrio consente allo spettatore di seguire un filo emotivo che non si limita alla mera rappresentazione scenica, ma si estende a una condivisione diretta di fragilità e memorie. La scelta di trasformare il camerino in un palcoscenico rende la rappresentazione particolarmente adatta a chi cerca uno spettacolo capace di coniugare intrattenimento e introspezione.
La prima nazionale al Teatro Alfieri di Torino il 13 e il 14 novembre è quindi pensata come un appuntamento che offre una visione ravvicinata del lavoro dell’attore: dalla regia di Siddhartha Prestinari agli aspetti musicali e coreografici curati rispettivamente da Ivan Lazzara e Ilir Shaqiri, la produzione punta a rendere il racconto autentico e coinvolgente. La presenza di omaggi musicali e di elementi scenografici che nascono dalla quotidianità del camerino contribuisce a creare un’esperienza teatrale riconoscibile e personale.
Per gli spettatori il valore aggiunto dello spettacolo sta nella possibilità di assistere a una narrazione che nasce dall’intimità del fare teatro: l’evento non vuole solo divertire, ma anche avvicinare il pubblico alla dimensione privata dell’artista, mostrando come la preparazione a un debutto sia fatta di piccoli gesti, ricordi e rituali che spesso restano nascosti.



