Nel periodo autunnale di qualche settimana, due gruppi di ciclisti provenienti dalla frazione Mastri hanno intrapreso la celebre Via Francigena con bici da strada e mountain bike, trasformando un cammino medievale in una vera sfida sportiva.
Lorenza Paglia e Matteo Leone: 990 km da Mastri a Roma
Le due amiche, partite da Mastri a bordo di due biciclette Gravel, hanno raggiunto il punto di partenza del percorso a Vercelli. Armati di un itinerario estratto dal libro “La Via Francigena in bicicletta”, hanno inserito la traccia nel navigatore per evitare il traffico cittadino e le zone dove la segnaletica è scarsa.
Il viaggio si è articolato in dieci tappe giornaliere: Pavia, Fidenza, Berceto, Marina di Pietrasanta, San Miniato, Siena, Radicofani, Viterbo, Campagnano di Roma e, infine, la celebre Piazza San Pietro. In dieci giorni hanno coperto 990 km, con un dislivello significativo che hanno preparato con allenamenti su salite più modeste, come Ceresole e Santa Elisabetta.
Ritrovo a Roma e attestato finale
Una volta arrivati a Roma, hanno ritirato l’attestato di completamento del percorso e sono risaliti a bordo di un treno Intercity per tornare a casa, chiudendo il giro con la soddisfazione di aver attraversato l’Italia in sella a una Gravel.
Claudio Silva e amici: 660 km da Fidenza a Roma
Il vicino di casa, Claudio Silva, aveva già affrontato lo stesso cammino il mese precedente, accompagnato da Alberto Focilla, Vanni Berta e Remo Roscio. Il gruppo, in parte dotato di tre Mountain Bike e una Gravel, è arrivato a Fidenza in treno prima di imbarcarsi sulla Via Francigena.
Le loro tappe includono Berceto, Sarzana, Lucca, San Gimignano, San Quirico d’Orcia, Bolsena, Sutri e Roma. Partendo da Fidenza, hanno percorso 660 km prima di tornare a casa con un treno interregionale. Durante il tragitto, hanno dovuto trasportare le biciclette a mano fino alla loro sistemazione a Pisa, dove hanno dormito al sesto piano di un albergo e hanno scalato le scale portando le bici sulle spalle.
Riflessioni sul percorso
Entrambi i gruppi hanno evidenziato l’aspetto culturale della Via Francigena, definendola un patrimonio unico che permette di scoprire borghi, paesaggi e testimonianze storiche lungo il percorso. Matteo Leone, in particolare, ha sottolineato la strana mancanza di ciclisti italiani, rispetto al consistente afflusso sul Cammino di Santiago. La bellezza del tragitto, secondo i partecipanti, è stata la principale motivazione per intraprendere l’impresa.



