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Corteo ad Alba per diritti dei lavoratori stagionali del settore vinicolo

Il 24 ottobre ad Alba una larga coalizione scenderà in piazza per denunciare lo sfruttamento nelle vigne delle Langhe e Roero.

Corteo ad Alba per diritti dei lavoratori stagionali del settore vinicolo

Il prossimo sabato 24 ottobre la città di Alba diventerà il teatro di una manifestazione che riunisce volontari, sindacati e gruppi della società civile. L’obiettivo è denunciare il caporalato e le condizioni di lavoro precarie dei lavoratori stagionali impiegati nella vendemmia dei vigneti del territorio.

Organizzatori, luogo e percorso del corteo

L’iniziativa nasce da una collaborazione tra Caritas diocesana, Libera Piemonte e Cuneo, Arci Cinema Vekkio, nonché i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Il punto di ritrovo è fissato per le ore 14:00 in via Pola, proprio davanti al Centro di prima accoglienza della Caritas, da cui partirà il corteo alle 14:30. Il percorso si snoderà lungo le strade cittadine per culminare in piazza Michele Ferrero, dove sono programmati interventi, testimonianze e momenti di riflessione.

Il contesto di partenza: dati emersi dal dossier “L’altra vendemmia”

Il dossier, presentato dal vescovo di Alba mons. Marco Brunetti in collaborazione con la Caritas, evidenzia una stagione di vendemmia segnata da oltre 6.000 lavoratori, di cui 3.000 stagionali. Sono stati identificati 16 insediamenti o rifugi di fortuna in tutta la città, tra cui il parco Tanaro, via Pola, diversi garage, i sottopassi cittadini e le aree sotto i ponti. La Caritas ha fornito 4.500 pasti e ha registrato circa 2.000 accessi alle docce. L’incendio del 9 ottobre in un capannone abbandonato, dove si erano rifugiate persone in difficoltà, ha riacceso l’attenzione sul tema.

Le richieste avanzate dai manifestanti

Durante l’incontro preliminare del 19 ottobre, tenuto nello spazio H Zone di piazzale Beausoleil 1, le organizzazioni hanno delineato una serie di domande concrete. Tra le più pressanti figurano: assunzioni dirette da parte delle aziende agricole, rafforzamento dei Centri per l’impiego, coordinamento pubblico per l’accoglienza e i trasporti, nonché l’applicazione rigorosa della legge contro il caporalato e un incremento dei controlli ispettivi.

Le voci dei protagonisti

Don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas albese, ha sottolineato che “il fenomeno dello sfruttamento lavorativo nelle nostre vigne non è certo nuovo e tutta la filiera ne è al corrente”. Il segretario generale della Cisl Cuneo, Enrico Solavagione, ha aggiunto che “il caporalato è un fenomeno criminoso contro il quale bisogna fare sistema”. La Cgil ha definito inaccettabile il divario tra i prezzi elevati dei vini locali e le condizioni di lavoro di chi li produce.

Tra le realtà aderenti alla manifestazione figurano Slow Food, Acli, Anpi, Comunità Laudato si’, Migrantes, Pronatura, il produttore Matteo Ascheri e il collettivo Mononoke, tutti impegnati a dare voce a una questione che definiscono una vergogna sociale.

Obiettivi a medio-lungo termine

Gli organizzatori auspicano una regia pubblica che gestisca casa, trasporti e modalità di ingaggio dei lavoratori, garantendo trasparenza e rispetto dei diritti. Richiedono inoltre un aumento degli ispettori attivi sul territorio con strumenti adeguati, affinché le aziende rispettino salari giusti e contratti regolari. L’evento intende, infine, spingere le istituzioni a riconoscere la responsabilità collettiva nella tutela di chi lavora nei vigneti delle Langhe, Roero e Monferrato.

Con lo slogan “Non si può tacere”, il corteo di Alba vuole trasformare la protesta in un punto di svolta per una filiera vitivinicola più equa e sostenibile.

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